Il Tirreno

Sport

Ombre sulla serie A, Spadafora: strada sempre più stretta

Stefano Scacchi
Ombre sulla serie A, Spadafora: strada sempre più stretta

Il ministro: fossi un presidente penserei già a settembre. Sileri: credo sia inverosimile ricominciare a giocare a calcio

3 MINUTI DI LETTURA





La Serie A diventa la frontiera che non deve cadere per il fronte di chi vuol riprendere la stagione calcistica. Dopo Belgio, Olanda e Francia, da ieri anche l’Italia è più vicina alla chiusura definitiva. Le parole del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, non sono mai state così nette: «Vedo il sentiero per la ripresa sempre più stretto, Lega e Figc dovrebbero iniziare a pensare a un piano B. Se la ripresa non sarà in sicurezza saremo costretti a fermarci. La scelta della Francia può spingere anche l’Italia a seguire quella linea. Entro questa settimana il Comitato tecnico scientifico del governo dirà se è attuabile il protocollo per gli allenamenti. Quindi, con la curva dei contagi alla mano, decideremo sul campionato». Ancora più deciso il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: «Inverosimile che riprenda il calcio in Italia».

Per il calcio europeo sarebbe uno smottamento dalle conseguenze imprevedibili. Dopo aver perso il quinto campionato del continente per importanza (la Ligue 1), sarebbe durissimo rinunciare a uno dei primi quattro, considerato che Spagna e Inghilterra al momento non offrono certezze (solo la Germania non tentenna). Vacillerebbe anche il progetto di ripartire con Champions ed Europa League.

Infatti la Uefa, a metà pomeriggio, diffonde le dichiarazioni ottimistiche del presidente della Commissione medica di Nyon, Tim Meyer: «Tutte le organizzazioni calcistiche, che stanno pianificando il riavvio delle loro competizioni, realizzeranno protocolli per proteggere la salute. Con queste condizioni e nel pieno rispetto delle legislazioni nazionali, è sicuramente possibile pianificare il riavvio delle competizioni sospese».

La Figc, che continua a credere nella ripresa del campionato, attende la convocazione del Comitato tecnico scientifico per discutere del protocollo. Spadafora cavalca la spaccatura interna alla Lega.

«Potrebbe esserci una maggioranza dei presidenti pronta a chiedere la sospensione». Via Rosellini per tutta la giornata ha cercato di replicare al governo con un comunicato ufficiale. Le venti società hanno limato il testo tra mail e messaggi. Ma, con il passare delle ore, diventava evidente l’impossibilità di accordarsi su una versione condivisa per la solita frattura tra falchi e colombe. L’ultima bozza, secondo i moderati guidati da Inter e Juventus, sarebbe stata troppo dura verso il governo, finendo per contraddire la linea più diplomatica intrapresa dalla Federcalcio.

Meglio aggiornare la discussione all’assemblea in video-conferenza di domani, alla vigilia della scadenza dell’ultima rata dei diritti elevidivi di Sky e Dazn, che continuano a trattare fino all’ultimo con la Lega per ottenere una dilazione.

Una posta decisiva (insieme a tante altre questioni economiche) che obbliga a lasciare nel campo del governo il pallone di un eventuale stop definitivo del campionato.

I calciatori continuano a confidare in una correzione governativa del divieto di allenamenti individuali nei centri sportivi (ieri è stato Immobile a criticare il decreto). Ma anche gli atleti sanno fin troppo bene che le partite comunque seguiranno un altro percorso.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web