Toscana
Calciatori, attacco al decreto Spadafora: altri chiudono, noi lasciamo uno spiraglio
ROMA
«Discriminatoria e illogica»: così l'Assocalciatori definisce la scelta del Governo di far svolgere gli allenamenti degli sport professionistici individuali e di impedirli ai calciatori professionisti in forma individuale. «Ci vuole un pronto intervento del Governo utile ad eliminare le evidenti distorsioni».
Ma il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, non ci sta a farsi tirare per la giacca. «La prudenza che noi stiamo avendo sul calcio è ciò che lascia ancora uno spiraglio alla possibilità di ripresa del campionato: l'alternativa è fare come ha fatto la Francia, dire che calcio si ferma qui. Ringrazio il presidente della Figc, Gravina che ha smentito le illazioni di qualcuno della Lega di serie A che aveva detto che c'era stata un accordo sulla data di ripresa del campionato. Nulla di più falso, è il solito vizietto di qualche presidente, ma penso davvero di pochi,di mettere in giro menzogne e falsità per fare pressioni sul governo. Lo ribadisco: non hanno capito che l'aria è cambiata, questi metodi non funzionano. Al contrario di quanto avvenuto in
altri Paesi in queste ultime ore "noi stiamo lasciando questo spiraglio, ma tutto dipenderà dall'evoluzione dell'emergenza sanitaria e dalla nostra capacità da qui al 4 maggio di rispettare le regole», ha aggiunto Spadafora.
Nella convulsa giornata di ieri si è fatto sentire anche il comitato medico scientifico della Fifa, che frena sulla ripresa possibile dei campionati.
«Sono scettico. Non si dovrà tornare a giocare prima della fine di agosto o dell'inizio di settembre. Il calcio improvvisamente non è la cosa più importante della vita. Sarei contento di poter riprendere le prossime stagioni senza ulteriori problemi e sarei altresì felice di veder ripartire i campionati. Bisogna evitare il ritorno del virus, che non è impossibile. Dobbiamo essere prudenti, è una questione di vita o di morte». Lo ha detto Michel D'Hooghe, medico belga e presidente del Comitato medico della Fifa, come riporta il Daily Telegraph.
Chi proprio non vuole mollare la presa è la Lega di serie B. Nel direttivo di ieri ha deliberato all'unanimità la necessità, per concludere la stagione sportiva, «in considerazione di ragioni di ordine tecnico, atletico e organizzativo, di almeno tre mesi dal nulla osta governativo sulla ripresa degli allenamenti, con il termine della stagione che, di conseguenza, potrà essere fissato e individuato nei periodi delle date finali dei tornei Uefa». E quindi, in pieno mese di agosto. —
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