Gioco
Da Viti a Baldanzi e soci: l’Empoli si coccola già i “fratellini” di Ricci
Sul play del 2001 ci sono le attenzioni delle grandi, ma a Monteboro sono molti i talenti di domani in rampa di lancio
EMPOLI. Come tutte le attività produttive anche la fabbrica dei campioni, ovvero il settore giovanile dell’Empoli, ha momentaneamente chiuso i battenti. Potrà riaprli, forse, per la Primavera, ma tutto il resto è rimandato alla stagione che verrà. Quando verrà.
Eppure dalle parti di Monteboro la produzione sembra inesauribile. E se Samuele Ricci, regista del 2001, si è già preso la prima squadra e il titolo di uomo mercato (è seguito, fra le altre, da Juventus, Napoli, Milan), al piano inferiore i suoi fratellini sgomitano e c’è già una lunga loista di gioiellini che presto, molto presto, potrebbero finire al suo posto o al suo fianco in vetrina. Suoi coetanei o addirittura più giovani. È il caso di Mattia Viti, classe 2002, punto di forza della Primavera di Buscé è già aggregato in prima squadra, con il pacchetto arretrato falcidiato dagli infortuni, nel periodo che ha preceduto lo stop, con alcune presenza in panchina. Centrale mancino, è ormai anche una certezza dell’Under 18 e nello scorso mercato di gennaio la Juventus ha già chiesto informazioni di lui (oltre che di Ricci) sentendosi però rispondere dal presidente Corsi e dal ds Accardi che il ragazzo, al momento, non è in vendita.
Sempre in Primavera ma con diversi allenamenti e presenze (in panchina) consumate con i grandi ci sono anche il difensore esterno Francesco Donati e il centrocampista centrale Luca Belardinelli, entrambi classe 2001. Ma, soprattutto nell’ultimo scorcio della stagione, un altro classe 2002 si è messo in luce. Si tratta dell’albanese Kristian Asslani, anche lui centrocampista centrale. Un regista davanti alla difesa, che viene descritto come una sorta di nuovo (e, ovviamente, potenziale) Mirko Valdifiori. Uno di quei giovani che con Buscé al timone sta crescendo a vista d’occhio, insomma, e che potrebbe rappresentare un pezzo di futuro. Sempre che, ovviamente, non abbandoni il percorso di crescita che ha iniziato. Come i bomber Cannavò e Merola, o il centrocampista Zelenkvos, tre 2000 che stanno facendo la differenza.
Ma il discorso riguarda molti dei ragazzi che con Buscé hanno o hanno avuto a che fare. Se in Primavera non manca il materiale, infatti, anche al piano di sotto le cose sembrano mettersi bene. L’Under 17 di Cesare Beggi, in effetti, promette. Promette assai. D’altra parte è il gruppo che pochi mesi ha conquistato lo scudetto Under 16. E il talento non manca davvero. In particolare c’è una sorta di poker di assi di classe 2003 che non rappresenta solo e soltanto l’ossatura dell’Empoli ma anche dell’Italia Under 17. Si tratta del difensore Alessio Rossi, purtroppo ora ai box per un infortunio, dei centrocampisti Duccio Degl’Innocenti e Jacopo Fazzini e del fantasista Tommaso Baldanzi, impiegato anche come rifinitore o attaccante.
Che in comune non hanno soltanto anno di nascita e l’azzurro come colore della seconda pelle. No, perché si tratta di quattro figli della Toscana, che l’Empoli ha preso e cresciuto nelle vicinanze. Ad esempio Baldanzi, già decisivo contro l’Inter proprio nella finale scudetto, arriva dal Castelfiorentino. E tutti sono cresciuti proprio a Monteboro. Dove ora possono contiuare a crescere e, magari, sbocciare definitivamente.
Momentaneamente chiusa o no, insomma, la fabbrica dei campioni è sempre una garanzia.
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