Gioco
Baby Pilato ha deciso «Dopo il nuoto diventerò un medico»
MILANO
L'acqua per nuotare le manca, ma i suoi quindici anni la tengono a galla comunque. Anche se fuori il coronavirus ha interrotto il filo di tutti, riprenderlo per Benedetta Pilato non sarà poi così difficile: la speranza del resto la porta già nel nome, e i sogni possono restare intatti. Ne è convinta la bimba prodigio del nuoto azzurro, per la leggerezza dei suoi anni, e soprattutto perché lì fuori ci sono quei medici che ogni giorno lottano per restituire il futuro all'Italia. «In questo momento stanno dimostrando di essere i nostri eroi - dice l'azzurrina - se il nostro Paese continua ad andare avanti è soprattutto grazie a loro che stanno combattendo in prima linea. Finito il liceo vorrei iscrivermi a medicina, mi piacerebbe diventare medico». E studia Benedetta, lei che lo scorso anno ai Mondiali di Gwangju, in Corea del Sud, ha battuto il record italiano di precocità di Federica Pellegrini, sul podio a 14 anni e 6 mesi.
Quel giorno ha conquistato la medaglia d'argento mondiale nei 50 rana, uno show che ha proiettato la tarantina tra le promesse del nuoto azzurro. Adesso però che le piscine sono out - e non si vede al'orizzonte una riapertura anche quando il lockdown vivrà la sua fase 2 - il nuoto e i suoi progetti sono in stand by. «La piscina mi manca, ma guardo il lato positivo: con il blocco degli allenamenti ho più tempo per studiare», dice senza perdersi d'animo la Pilato. Con la leggerezza dell'essere baby campionesse, anche in quarantena riesce tutto più facile: «Per me lo sport era divertimento e anche dopo queste vittorie deve rimanere tale - racconta la nuotatrice - anche se sto cercando di costruirmi un futuro». L'immediato è stato fermato dalla pandemia, che ha portato al rinvio di un anno delle Olimpiadi, e facendo slittare anche gli europei di nuoto. E anche se i 50 rana non sono ancora specialità olimpica, con il suo allenatore Vito D'Onghia stava lavorando per cercare di raggiungere un livello da Giochi: «Quest'anno qualificarmi nei 100 sarebbe stato veramente difficile - sottolinea la nuotatrice dell'Aniene - se non impossibile. Non vivo con la pressione addosso, ma continuo a migliorare e il prossimo anno avrò comunque 16 anni. Avrò più tempo». —
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