Toscana
In 3ª Categoria la passione fa la differenza ma molti progetti dovranno essere rivisti
Brio (Hitachi): «Riprendere sarebbe un bel segnale». Biagiotti (V. Bottegone): «Dovremo rinviare i lavori al campo»
PISTOIA. Lontano dai riflettori della serie A c'è un mondo fatto di dilettanti. Qui, dove si gioca per passione, la pandemia ha fatto notevoli danni all'oscuro dei grandi mass media. Tanti gli atleti costretti a stoppare la propria passione da oltre un mese e numerose le società che hanno visto svanire i propri sogni di gloria, uniti a difficoltà economiche ancora da rendicontare. Se sul massimo palcoscenico nazionale la partita contro i coronavirus potrà essere al massima pareggiata con il ritorno al gioco, sui campi di Terza categoria ci si attende che arrivi una sconfitta. A oggi pare molto probabile lo stop ai campionati, dopo che in settimana sono state annullate ufficialmente tutte le attività del settore giovanile scolastico. Ancora niente di ufficiale e la possibilità che si possa riprendere da dove lasciato i primi di marzo, seppur flebile, è ancora viva. Ma come stanno vivendo questo clima i protagonisti del livello più basso del calcio nazionale? Prova a risponderci Massimiliano Brio, allenatore dell'Hitachi, formazione in piena corsa per la promozione, prima dell'avvento del coronavirus.
«La situazione è molto semplice - spiega - non ci alleniamo ormai da quaranta giorni e i ragazzi fanno qualcosa a casa compatibilmente con la disponibilità di spazio e tempo. Ovviamente per tutti la priorità è la salute generale, poi viene lo svago. La voglia di ricominciare è tanta, perché per noi questo non è solo uno sport ma un modo di stare insieme e divertirsi. Riprendere sarebbe un segnale positivo: significherebbe aver superato i momenti più difficili tornando alla normalità. Giusto, però, ripartire quando potremo farlo in sicurezza».
E le prospettive di portare a termine ciò che è iniziato? «In serie A - dice ancora Brio - ripartiranno con controlli continui, isolamento e tamponi quasi quotidiani. Dall'Eccellenza in giù non è certamente possibile fare così; credo che torneremo in campo dopo l'estate come minimo. Mi aspetto a breve la comunicazione dell'annullamento dell'attuale stagione. Un peccato anche sotto l'aspetto sportivo, perché la Terza categoria di quest'anno era divertente e combattuta».
Da una società lanciata verso l'alto della classifica a un'altra che ha, più o meno, la stessa impostazione: prima squadra in Terza categoria e tanto settore giovanile. Per la Virtus Bottegone a commentare l'attualità e dipingere il futuro è Gabriele Biagiotti, capitano e vicepresidente dei bianco-verdi. Un sodalizio, fra l'altro, toccato fortemente dall'aggressività del virus.
«Noi siamo stati colpiti notevolmente -dice- anche negli affetti, in quanto persone vicine al nostro movimento si sono ammalate e sono scomparse. Sotto l'aspetto economico, poi, la situazione è critica, con l'attività giovanile cancellata e i tornei di Pasqua annullati, così come il campo estivo. Dovremmo rinviare i nostri progetti, anche di miglioramento del campo, quando tutto questo sarà passato».
Il concetto di fondo, però, è condiviso e pure ben chiaro: prima di tutto la garanzia di salute, poi lo sport.
«Giocheremo quando sarà possibile - continua Biagiotti - e con il presidente Gamberi e tutto il consiglio ci stiamo adoperando per farci trovare pronti quando sarà il momento di ripartire. Sicuramente ci sarà bisogno di maggiori controlli per garantire la sicurezza dei nostri tesserati, bambini in primis. Per quanto riguarda noi della Terza, ovviamente c'è tanto rammarico: la stagione era bella e appassionante, con tante squadre a lottare per il vertice. Siamo un bel gruppo, stare insieme ci manca tanto. Ci sentiamo quotidianamente ma ognuno si allena come può. Stavamo facendo una stagione positiva, ma non ci facciamo illusioni: sarà difficile concluderla». Il panorama pare chiaro. Dove la passione vince sull'economia, la ripercussione di questa lunga quarantena porterà ferite, probabilmente ricucibili con il ritorno in campo. In Terza categoria l'importante, spesso, è il senso di condivisione degli obiettivi e questo il virus non può certamente cancellarlo. —
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