Italia
Il coronavirus beffa il rientro di bomber Menchetti
L’attaccante della Cf Pistoiese ha giocato solo una manciata di minuti dopo una lunga convalescenza prima dello stop
PISTOIA. Prima i ferri del chirurgo nel luglio scorso, per sistemare il ginocchio malandato e quindi otto lunghi mesi di dura rieducazione. Esperienza, purtroppo già vissuta, qualche anno fa, sempre sulla propria pelle, per un identico infortunio e cioè la rottura del legamento crociato del ginocchio. Ma Elisa Menchetti, 25 primavere, di professione impiegata e di ruolo bomber della CF Pistoiese, non è certo una che si perde d’animo tanto facilmente, e fatto tesoro del malaugurato stop precedente, ha sofferto, sudato e superato anche il nuovo ostacolo che il destino le aveva posto su un cammino corredato da un ventello (e qualcosa in più ) di reti a stagione e già due promozioni in bacheca. Nata e cresciuta davanti lo stadio Bellucci di Agliana, ha sentito il richiamo della sfera di cuoio nell’età adolescenziale, segnando subito a raffica in maglia neroverde.
Dopo l’Aglianese, le esperienze a Lucca e all’ RB Valdinievole, è approdata nel 2018 nel sodalizio arancione. «Certamente conoscere cosa avrei affrontato è servito parecchio sotto tuti i punti di vista. Però non è stata una passeggiata - ammette - ed onestamente qualche volta le mie certezze, riguardo il fatto di tornare a giocare ad ogni costo hanno vacillato. Alla fine comunque ce l’ho fatta e devo dire con grandissima soddisfazione».
La beffa tuttavia arriva proprio all’agognato rientro all’attività agonistica. Elisa, felice, mette a cassa il debutto stagionale sul campo amico di Pistoia Ovest , entrando per una manciata di minuti nel match vittorioso delle orange con lo Spezia (2-0) a fine febbraio. Ma subito dopo lo sport, giustamente, si ferma a causa del maledetto Covid-19. Quindi, di nuovo allenamenti in perfetta solitudine, tabelle da seguire ed un pizzico di naturale amarezza. «Non credo che torneremo di nuovo in campo nella disgraziata stagione in corso – dice – anche perché al momento mancano i presupposti dal punto di vista sanitario. Ci teniamo in condizione, seguite a distanza dallo scrupoloso mister Nicoli e da Diletta Berti, preparatore atletico. Ci dobbiamo far trovare pronte. Non si sa mai». Non sembra troppo convinta ed infatti guarda oltre «Le mie compagne – chiude - hanno disputato un ottimo torneo di serie C . Essere a ridosso delle piazze che contano non è cosa di poco conto per una neopromossa. La società ha creato le giuste basi per il futuro, formando un gruppo solido e di buona qualità tecnica. E’ un progetto al quale mi auguro di poter contribuire quanto prima». —
roberto grazzini
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