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Come si cambia... La serie A verso le cinque sostituzioni Ci guadagna la Juve

Giorgio Billeri
Come si cambia... La serie A verso le cinque sostituzioni Ci guadagna la Juve

Il Board approverà la proposta, la panchina peserà tanto Per Sarri e Conte riserve all’altezza dei titolari, per la Lazio no

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Giorgio Billeri

Scendere in campo, magari all’inizio di giugno, sarà profondamente diverso. Un altro mondo, soprattutto un altro calcio. Non solo per la mancanza dei tifosi, ma soprattutto per il fatto che le squadre riprenderanno il loro cammino dopo quasi tre mesi di stop, con alle spalle una preparazione primaverile intensa ed assolutamente inedita. Come arriveranno i giocatori alla ripartenza? In quali condizioni fisiche e soprattutto psicologiche? Come cambierà il gioco, i contatti saranno sempre gli stessi, l’intensità, la corsa, i tackle? Tanti pensano che tutto tornerà normale, ma i dubbi restano.

E in questa chiave si può leggere anche la proposta che è stata inviata all’Ifab, il board che sovrintende alle variazioni regolamentare del calcio, di allargare a cinque il numero delle sostituzioni consentite in una partita. L’intenzione sarebbe quella di mantenere comunquedue o tre finestre di cambio, e procedere quindi a sosituzioni doppie se non triple.

La decisione, che dovrebbe comunque essere favorevole, è attesa a giorni, comunque ben prima che il campionato riprenda il proprio cammino. Ed è un modo per venire incontro ai calciatori, che non sarebbero sempre costretti a stare in campo 90 minuti, con le temperature che si alzano e le partite ogni tre giorni.

Il cambiamento, non sfuggirà, potrebbe andhe cambiare le carte in tavola dal punto di vista tattico e strategico, favorendo palesemente le squadre con rose ampie e panchine particolarmente profonde. Vediamo come.

JUVENTUS. Secondo molti la capolista sarebbe la più felice per le cinque sostituzioni. Basti pensare che ogni settimana si mettono a sedere a bordo campo Douglas Costa, Bernardeschi, Khedira, Ramsey, Matuidi, Chiellini, Buffon. Chiunque entri a partita in corso, vale i titolari.

LAZIO. Ecco, in questo caso magari la felicità sarà minore, Perchè Inzaghino ha chiaramente puntato su 11 titolari o quasi, e dalla panchina possono uscire pochi giocatori davvero determinanti: Correa (se gioca Caicedo, o viceversa), Marusic, Parolo, Jony, Patric. Meno facile fare turnover, dunque.

INTER. Anche ad Antonio Conte le frecce all’arco non mancano di certo: su tutti il delizioso Eriksen, sugli esterni Moses e D’Ambrosio, in mezzo Borja Valero e Gagliardini, davanti Sanchez ed Esposito.

ROMA. Rosa molto profonda e attrezzata, Fonseca può scegliere: Carles Perez, Under, Villar sono dei talenti (più Kalinic) Cristante e Diawara due califfi nel mezzo, Fazio e Santon usato sicuro dietro.

NAPOLI. Anche per Rino Gattuso non è un brutto vivere: se gioca Mertens, la prima alternativa in panchina per l’attacco è Milik insieme a Lozano e Llorente, con Politano esterno. Dietro Ghoulam, Luperto e Maksimovic.

MILAN. Dato per assodato che Ibra torni e giochi Rebic titolare, le armi in panchina per Pioli sono Castillejo e Leao, in mezzo Bonaventura e Krunic, dietro Kjaer e Calabria.

FIORENTINA. Anche Iachini non naviga nell’oro come profondità della panchina: Cutrone davanti, Benassi in mezzo, Ceccherini dietro. Ma, particolare non da poco, potrebbe rientrare un certo signor Ribery... —

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