Il Tirreno

Sport

Tamponi, ritiri blindati e all’inizio zero contatti: il calcio riparte a metà, poi dopo 10 giorni...

Tamponi, ritiri blindati e all’inizio zero contatti: il calcio riparte a metà, poi dopo 10 giorni...

Ecco il protocollo sanitario per far riprendere gli allenamenti, sempre che arrivi l’autorizzazione al via libera 

3 MINUTI DI LETTURA





Screening quotidiani, sanificazione ambientali, dispositivi di protezione a mensa, distanza sociale obbligatoria nei ritiri super blindati. Le “indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri” si snodano nel dettagliato protocollo sanitario di garanzia redatto dalla commissione medico-scientifica della Federcalcio integrata da alcuni esperti in materia invitati a partecipare per l’analisi dell’emergenza da coronavirus.

Il documento – inviato ai ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza – conta 47 pagine ed è suddiviso in due parti: nella prima (da 32) c’è spazio per le indicazioni prettamente mediche cui attenersi, nella seconda si approfondiscono invece i comportamenti da seguire dentro il centro sportivo o albergo e durante le sessioni di allenamento che al momento dovrebbero ripartire il prossimo 4 maggio.

Tra le premesse si sottolinea che le indicazioni vogliono fornire le massime garanzie oggi possibili per tutelare la salute in caso di ripresa e saranno aggiornate sulla base delle evidenze medico-scientifiche in divenire. “Non autorizzano di per sé la ripresa degli allenamenti” si specifica, ricordando che “la tempistica sarà decisa dalle competenti autorità di governo” .

Nel protocollo si fa quindi riferimento al cosiddetto “gruppo squadra” (formato, oltre che dai calciatori, anche da staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i giocatori) che dovrà essere identificato e convocato 3-4 giorni prima della ripresa per le procedure di screening iniziale (visita clinica, tamponi, test sierologici) per poi proseguire il lavoro in quello che viene definito un “ritiro permanente” .

Necessaria la sanificazione degli ambienti, con le società che dovranno assicurare la pulizia costante dei locali. Lo scenario potenziale ipotizzato dal protocollo prevede due gruppi: il primo con calciatori e staff tecnico tutti positivi/guariti, il secondo con chi invece ha un’anamnesi negativa.

La seconda parte del documento, in cui vengono puntualizzate le disposizioni per i ritiri nei centri sportivi senza contatti esterni, si fa riferimento “alle due prime settimane di allenamento, con possibile estensione alla terza settimana” , e si evidenzia “che nel caso sia presente una persona con Covid-19 si provveda all’immediato isolamento” . L’allenamento dei calciatori nella fase di ripresa (prima settimana) andrà limitato alle sedute di preparazione atletica e tecnica individuale.

“È preferibile organizzare le sedute all’aperto disponendo i calciatori a distanza di almeno 2 metri l’uno dall’altro e in gruppi poco numerosi – si legge nel protocollo –. Per le sedute in palestra, è raccomandato di programmare la presenza dei calciatori e di posizionare i macchinari/attrezzi ad almeno 2 metri di distanza tra loro. Prevedere l’uso di guanti e assicurarsi che l’ambiente sia ben areato e con ventilazione forzata, senza ricircolo dell’aria” . Nella fase successiva (seconda ed eventuale terza settimana) si procederà quindi ad una progressione del lavoro tecnico, inserendo esercizi specifici e di gruppo fino alle simulazioni delle fasi di gioco (partitella e schemi).

Anche negli spogliatoi si dovrà garantire il distanziamento dei calciatori di almeno 2 metri e, qualora non fosse possibile, “andrà scaglionato l’ingresso per consentire distanze corrette. È preferibile che le docce, almeno nella prima settimana, siano fatte nelle singole camere (foresteria/albergo)” .

Infine, anche l’accesso alla sala ristorante sarà contingentato e con uso di mascherina, mentre i pasti dovranno essere serviti self-service.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web