Gioco
Addio a un altro ragazzo del ’66 Il virus si porta via Norman Hunter, la roccia dell’Inghilterra mondiale
ERA UN SIMBOLO DEL LEEDS E DELLA NAZIONALE
LONDRA
Sta diventando una tragedia, in quella già devastante del coronavirus. Da dicembre a oggi sono infatti già tre i campioni del mondo dell'Inghilterra del '66 che sono morti. Per primo se n'è andato Martin Peters, 76 anni, una delle colonne del West Ham (Bobby Moore e Geoff Hurst gli altri) che Sir Alf Ramsey trapiantò con tanto successo in nazionale. Peters, che oscillava fra centrocampo e fascia sinistra avanzata, era malato da tempo, e la sua scomparsa non è collegata al coronavirus. Non è invece chiaro se la pandemia se sia stata il fattore scatenante della morte di Peter Bonetti, storico 'secondo' di Gordon Banks e per tanti anni portiere del Chelsea. Anche lui era già malato, ma il sospetto che il Covid-19 ne abbia accelerato la fine rimane, anche se per motivi di privacy nulla è stato precisato al riguardo. Ieri ha lasciato questo mondo, lui certamente per coronavirus, quel Norman Hunter roccioso difensore del Leeds che nei primi anni '70 vinse titolo inglese, FA Cup e Coppa delle Fiere, perdendo invece la finale di Coppa delle Coppe contro il Milan di Nereo Rocco e Gianni Rivera, e quella di Coppa dei Campioni con l'inarrestabile Bayern di Beckenbauer e Gerd Muller.
Di quel Leeds Hunter, detto 'bites your legs', ovvero 'morde le tue gambe' per la decisione nel tackle, era la cerniera assieme al capitano scozzese Billy Bremner: insomma, due leggende di Elland Road, e non a caso poco dopo l'annuncio del club, centinaia di tifosi sono andati a deporre mazzi di fiori fuori dallo stadio. Ma in quella nazionale che vinse il titolo in casa battendo la Germania in finale giocò anche Jimmy Greaves, che era titolare ma poi perse il posto infortunandosi nella fase a gironi. Anche lui ha rischiato di morire, ed è stato dimesso soltanto due giorni fa dall'ospedale in cui era stato ricoverato per problemi di salute. In questo caso i sanitari avevano voluto precisare che non si è trattato di coronavirus, ma ora Greaves, che dal 2017 vive sulla sedia a rotelle per le conseguenze di un ictus, dovrà osservare un lungo periodo di riposo a casa.
Da ieri, con l'addio a Hunter, su quella nazionale inglese dei tempi dei Beatles, campione del mondo di calcio come i Fab Four lo erano dell musica, è sceso un velo ancor più spesso di tristezza. —
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