Gioco
Il 24 o 31 maggio si torna in campo? «Esami a tappeto e ritiri sanificati»
Si attende il decreto per il via agli allenamenti a inizio mese Gravina prepara il dossier da portare al ministro Spadafora
MILANO
Esami diagnostici per giocatori e arbitri che hanno avuto il coronavirus e ritiri in centri sportivi sanificati sono alcune delle precauzioni che il calcio dovrà prendere per ripartire in sicurezza. Mentre altri sport si arrendono, il pallone aspetta il via libera alla fase 2 dell'emergenza e vuole farsi trovare pronto. Salvo proroghe, il divieto di allenamenti dura fino al 13 aprile, e l'obiettivo è ricominciare i campionati a fine maggio. I tempi potrebbero essere più chiari venerdì, quando il presidente della Figc, Gabriele Gravina, avrà un contatto con il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, per un aggiornamento sulla situazione. Le ipotesi sul piatto al momento sono tre: 24 maggio, 31 maggio o 7 giugno. Questo a patto che gli allenamenti delle squadre professionistiche possano avere il via libera dal 4 maggio, quando con ogni probabilità cesseranno le ulteriori retrizioni che il governo potrebbe decretare dopo Pasqua.
La Serie A scalpita, ma anche per B e C sperano di tornare in campo. Se non finiscono i campionati «tutto il calcio rischia di saltare», nota Adriano Galliani, preannunciando «ricorsi ovunque» se le classifiche venissero congelate e non fosse promosso il suo Monza, primo con 16 punti di vantaggio nel Girone A di Serie C. E lo stesso può valere per il Benevento capolista in B con un pargine davvero enorme.
I tempi li detta il governo, alla luce anche delle indicazioni del Comitato scientifico. «Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza, il mondo del calcio si deve far trovare pronto», ha spiegato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo la riunione con la commissione medica federale che ha presentato le linee guida da cui nascerà a giorni un «protocollo unitario definitivo», raccomandazioni alle leghe per tutelare la salute di atleti, arbitri, staff e addetti ai lavori.
La bozza indica come seguire clinicamente i componenti della rosa (inclusi medici, fisioterapisti, magazzinieri) e quali esami diagnostici effettuare (test molecolari, sierologici, esami del sangue generali). Per chi è guarito dal Covid-19 (anche negli staff) gli esami seguiranno un protocollo con attenzione all'apparato respiratorio e cardiovascolare. Nella prima fase si raccomanda che il gruppo-squadra sia raccolto in un luogo chiuso (ad esempio i centri sportivi), sanificato e rispettoso delle norme igieniche-comportamentali. Andrà poi definita la gestione delle partite e non ultimo come gestire eventuali nuove positività nelle squadre a campionato in corso.
Vedremo. Per adesso continua lo scontro tra chi vorrebbe chiudere qui la stagione e quelli ch vogliono comunque portarla a termine. Ieri il Brescia ha preso una posizione netta opponendosi alla ripresa del campionato. Un'eventualità che il Brescia «vorrebbe evitare nel rispetto della triste realtà bresciana». La società guidata dal presidente Massimo Cellino sta vagliando l'ipotesi «di applicare uno sconto del 25% rispetto al costo base della stagione "in corso, per chi volesse rinnovare l'abbonamento per la prossima stagione». Joe Barone, dirigente della Fiorentina, ieri ha dichiarato: «Per il bene del calcio sarebbe bene concludere questa stagione senza sacrificare la prossima. Prima di tutto, però, viene la salute e la gente sta morendo. Se non ci sono rischi per squadre e addetti ai lavori è giusto giocare, altrimenti no». —
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