Gioco
Djordjevic: giusto sospendere, ma che peccato...
«Noi della Virtus lo scudetto lo volevamo sul campo. Alla ripresa voglio un basket che riunisce la gente, senza tensioni
Matteo De Santis
Prima che il coronavirus scompaginasse i programmi, dove era rimasta la Serie A dei canestri? A una classifica che, per quanto sbilenca, appariva dritta almeno nella testa: Virtus Bologna con in tasca un’ipoteca sul primato nella stagione regolare, tutte le altre a seguire. Sognava Sasha Djordjevic, sostenuto da un curriculum stagionale di 18 successi e 2 soli inciampi.
Stagione cancellata: scelta giusta o sbagliata?
«Decisione che non è né giusta né sbagliata, ma dovuta alla situazione drammatica che stiamo vivendo. Ogni giorno leggiamo il dato dei deceduti o dei contagiati: non sono numeri, ma persone che ci stanno lasciando. Roba forte, tragica. Ho il massimo rispetto per le decisioni degli enti superiori e noi professionisti dobbiamo accettarle senza polemiche».
Lo scudetto a tavolino se lo sarebbe preso?
«Siamo tutti competitori, ci piace vincere con merito. Così come non ci dispiace perdere e stringere la mano ad avversari più forti. A tutti noi della Virtus sarebbe piaciuto moltissimo continuare questa stagione e cercare lo scudetto sul campo. Parlare dell’assegnazione di uno scudetto a tavolino conta poco. Mi piacerebbe, però, che venissero riconosciuti gli sforzi di chi investe tanto nel basket».
Allude al suo proprietario?
«Certo che parlo del dottor Massimo Zanetti e del Gruppo Segafredo, ma anche degli altri imprenditori che stavano riportando il movimento a livelli altissimi, Giorgio Armani a Milano, Aldo Vanoli a Cremona e tutti gli altri. Con l’arrivo di campioni come Teodosic, Scola e Rodriguez la popolarità del nostro sport era in crescita e la gente stava tornando nei palasport».
Previsioni per il basket dopo il coronavirus?
«Assolutamente positive. Il basket avrà il dovere sociale di riunire di nuovo le persone e ricreare entusiasmo. Penso che saremo tutti più buoni, meno egoisti e forse anche meno esasperati la domenica. Sarebbe bello se nei palazzetti ci saranno più applausi e meno insulti».
Per la Virtus, come per Milano e Venezia, ci sarebbero ancora EuroCup ed EuroLega in sospeso. Come vivete in questo limbo agonistico?
«Aspettiamo le decisioni. Se e quando si giocherà richiameremo la squadra, la metteremo in quarantena e poi inizieremo la preparazione. I giocatori si stanno mantenendo in forma: ogni settimana il preparatore atletico Mladen Mihajlovic e il suo assistente Emanuele Tibiletti stilano un programma di lavoro a distanza». —
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