Gioco
Lo smash del capitano: «Riprendere a giocare? Stavolta vince la salute, il business viene dopo»
Tennis, parla il commissario tecnico di Davis Corrado Barazzutti: «Se rispettiamo le regole, presto torneremo a goderci lo spettacolo»
Il capitano azzurro di Coppa Davis, Corrado Barazzutti, approva lo stop al circuito e in questa situazione di emergenza ribadisce l’importanza di stare a casa e pensa con fiducia alle Finals di Coppa Davis.
«La decisione di fermare tutto è stata logica e sensata, in fondo non ci sono altre alternative per provare a rallentare il contagio».
Tutto è successo al termine della sfida di Coppa Davis contro la Corea del Sud.
«Appena sono rientrato a Roma – spiega Barazzutti - mi sono messo in contatto con Fabio Fognini che intanto era tornato a Barcellona con la sua famiglia. A Cagliari avevamo creato un gruppo whatsapp con gli altri ragazzi per condividere informazioni. Così Travaglia e Sonego, tra i primi ad arrivare in California, ci hanno avvertito che l’idea iniziale degli organizzatori sarebbe stata quella di giocare a porte chiuse. Poi dopo la cancellazione ufficiale del Masters 1000 di Indian Wells, Travaglia ci ha comunicato che sarebbero andati a Phoenix per giocare il Challenger ma poco dopo è stato cancellato anche quello. In quelle ore cercavamo di capire se andare a Miami o meno anche se Fabio difficilmente sarebbe andato, visto che nel frattempo era stata ufficializzata dal governo americano la quarantena di quattordici giorni per tutti coloro che arrivavano dall’Italia. Poi tutto si è fermato».
Come vive questo periodo? «Una volta tornato a Roma ho messo da parte il tennis e, senza nascondere la preoccupazione, ho iniziato a seguire scrupolosamente le istruzioni di questi giorni. La mia speranza è che questo virus possa essere debellato quanto prima perché ora quello che stiamo facendo è cercare di limitarne la diffusione. Questo fa capire lo stato di emergenza in cui ci troviamo. Il nostro Governo ha fatto benissimo a chiudere tutto. Da quando sono tornato mi sono chiuso in casa come spero stiano facendo tutti».
Il contatto con Fognini (che segue direttamente come coach) è costante?
«Gli ho detto che ora l’unico obiettivo è quello di preservare la nostra salute, dobbiamo cercare di superare indenni questo momento. E' a Barcellona e anche in Spagna la situazione è difficile, cerca di mantenersi fisicamente in condizioni di sicurezza e prendendo le dovute precauzioni anche se a mio avviso uscendo si corrono comunque dei rischi. Non so se e quando riusciremo ad allenarci in campo nuovamente, di sicuro in questa fase e in attesa di capire i prossimi sviluppi, Fabio farà tutto quello che è nei limiti delle sue possibilità per allenarsi al meglio».
Andrea Gaudenzi, presidente dell'Atp, è intervenuto immediatamente ma la ripartenza è ancora molto lontana.
«Mi auguro ovviamente che si possa tornare a giocare il prima possibile ma nessuno può dire oggi con certezza quando tutto sarà finito, secondo alcuni esperti questa emergenza durerà fino a giugno. Maggiore sarà la nostra capacità di rispettare le regole, minore sarà il tempo che impiegheremo a riprenderci le nostre vite».
Prima che venisse tutto stoppato c'è stato il sorteggio della Davis Cup Finals 2020: l’'Italia ha pescato Stati Uniti e Colombia.
«Devo dire che è andata meglio rispetto allo scorso anno. Gli Usa sono una squadra battibile, sulla carta siamo i favoriti così come lo siamo con la Colombia, ma quella sudamericana è una formazione da prendere con le pinze. Galan è stato decisivo nel turno di qualificazione, Giraldo è un veterano e poi hanno la coppia di doppio n.1 del mondo, Cabal e Farah. Spero che i nostri ragazzi arrivino in forma alle Finals e poi quest’anno l’impianto sarà allargato, ci saranno più campi e non ci sarà il rischio di giocare fino a tarda notte». —
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