Gioco
«I nuovi test sul sangue per i calciatori». Gravina: la A potrebbe arrivare a settembre
Le regole dei medici per ripartire con la “fase 2” del calcio, mentre la Figc studia le date
Il protocollo elaborato dalla Federazione medico sportiva italiana di screening e test per il monitoraggio delle condizioni degli atleti non rappresenta un ostacolo per il calcio italiano. «Non c'è nessun problema di sostenibilità, stiamo parlando semplicemente di un tampone e di un prelievo ematico. Non vedo grosse difficoltà, nel mondo professionistico è un discorso sicuramente applicabile», assicura il presidente dell'Fmsi Maurizio Casasco, annunciando anche novità nei prossimi giorni: «E' in arrivo a breve un test, che c'è già negli Stati Uniti, per valutare l'Rna virale attraverso sempre il prelievo.
Quindi non servirà più nemmeno fare il tampone». Nell'attesa, le linee guida diffuse dalla Federazione medica del Coni e unica società scientifica accreditata dal Ministero della salute per la Medicina dello Sport sono chiare. «Noi abbiamo il dovere di dare raccomandazioni sui protocolli da seguire e sulle relative applicazioni. Non decidiamo noi quando si riparte, lo decidono gli organi istituzionali, il Governo e il ministro, e lo rispettiamo» spiega Casasco, sottolineando che l'Fmsi, unitamente al proprio comitato scientifico di esperti, ha «creato questo protocollo per fare un punto al 5 aprile.
Ma tra dieci giorni potrebbe essere diverso, e il 25 aprile magari cambierà ancora. Non si scosterà di molto per quello che riguarda gli esami che si dovranno fare ma il protocollo potrà essere flessibile e passibile di aggiornamenti» precisa Casasco, entrando poi nello specifico: «Il tampone fotografa esattamente lo stato delle cose, indica se in quel momento si è infetti. Se risulta positivo vuol dire che il Covid-19 è in atto, e quindi o si va in quarantena o in ospedale se si sta male. Se negativo invece non fornisce indicazioni riguardo agli anticorpi». Ecco perché è in arrivo il test sul sangue per indagare la risposta immunitaria. «In settimana, è stato già annunciato, è stato autorizzato il prelievo ematico e quindi dal siero si potranno identificare gli anticorpi o meno - le parole di Casasco - Chi avrà immunoglobuline G e M (IgG e IgM) positivi avrà sviluppato gli anticorpi. Atleti di questo tipo potranno quindi allenarsi tutti insieme perché saranno immuni. Viceversa, chi risulterà con IgG/IgM negativi sarà potenzialmente a rischio contagio e dovrà periodicamente sottoporsi a monitoraggio settimanale all'interno della squadra e quindi rifare il tampone».
«Serie A fino a settembre-ottobre? E' un’ipotesi». Così il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina. «L'unico modo serio di gestire un'emergenza seria di questo tipo è quello che dobbiamo comunque chiudere le competizioni della stagione 2019-2020 in questo anno. Stiamo lavorando su tutta una serie di ipotesi per gestire al meglio questa situazione.
Una data ipotizzata per ripartire è quella del 17 maggio ma sappiamo, e lo sottolineo ancora una volta, che è una ipotesi». Il n.1 della Figc ha ribadito la necessità di chiudere la stagione, anche andando a settembre-ottobre. "E' una modalità per evitare di compromettere non solo la stagione 2019-20 - le parole di Gravina - ma anche la stagione 20-21». —
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