Gioco
Larissa, lo spirito di Fiona «Quando la vedo saltare non sembra mia madre Tokyo? Ora ci spero...»
Atletica, parla la figlia della May: «Il cambio di data mi favorisce Prima soffrivo la pressione, ora la gestisco. Mi manca la pedana
L’INTERVISTA
Giulia Zonca
Dal mondo a portata di salto al cortile di casa, Larissa Iapichino, promessa dell’atletica, figlia di Fiona May, due argenti olimpici nel lungo, e Gianni Iapichino, ex astista, deve ridurre il raggio di azione. Però può ampliare l’orizzonte. Per lei, che ha 17 anni e migliora a ogni uscita, i Giochi nel 2021 sono un’occasione.
Con le nuove norme riesce ancora ad allenarsi?
Posso arrangiarmi: correre, fare potenziamento, ma i lavori tecnici sono impossibili ora che è proibito andare al campo. Niente più salti.
Incide sul morale?
Non è piacevole, però questi sono gli ordini e li seguo.
Hanno spostato le Olimpiadi al 2021, per lei ora sono più raggiungibili.
Prima i Giochi erano un sogno, ora potrebbero diventare un obiettivo. Sono favorita da questo cambio di data, ho più tempo per qualificarmi, però ho davanti settimane senza gare, non so quando si ricomincerà davvero e non riesco nemmeno a pensare a un evento gigante come i Giochi. Stiamo in un limbo, le Olimpiadi sono lontane.
I suoi primi Giochi, in tv?
Pechino 2008 e Usain Bolt, uno spettacolo e uno dei miei miti. L’altra è Shaunae Miller-Uibo, la quattrocentista, oro a Rio 2016. Che stile.
Per i capelli o per la corsa?
Per entrambi. Mi piace il fatto che cambi acconciatura a ogni gara, interpreta lo spirito che voglio avere. Ha un’eleganza innata.
Si diverte nonostante l’aspettativa che ha addosso?
C’è stato un attimo in cui ho avuto quasi paura. Nel 2018, dopo il record italiano junior ho realizzato il livello di attenzione che c’è su di me, ho visto centinaia di commenti che profetizzavano il mio futuro.
Mi sono spaventata, poi ho imparato a gestire.
Ci riesce?
La prendo serenamente, ascolto le persone di cui mi fido, ho i miei riferimenti e minimizzo l’eco.
In questi giorni tv e web ripropongono molto sport vintage, è inciampata in filmati che non aveva visto?
No, ma mi è capitato di rivedere pezzi della finale del lungo di Sydney 2000.
L’argento di sua madre.
Sì, solo che non è lei: è Fiona May e per me mamma e l’atleta che prende le medaglie non sono la stessa persona, non riesco ad associarle.
Ha seguito le sue orme.
Ecco, non volevo imitare i genitori, pensavo di prendere altre direzioni. Invece, come dice mamma, “purtroppo vai piuttosto bene proprio nel salto in lungo”.
Come è la vita di un’adolescente reclusa?
Abbastanza difficile, non vedo le mie amiche da non so quanto. Ci sono le videochiamate, ma adesso che non posso frequentarle non è la stessa cosa. Mi manca pure andare a scuola e la quotidianità che davo per scontata.
Sta sui social più di prima?
Quanto prima, soprattutto su Instagram, scarico più musica magari e ci sono le chat con i parenti. Ho dovuto spiegare alla mamma come collegarsi con nonni e zii a Londra Sta diventando social, forse troppo. Devo un po’ tenerla d’occhio.
Le manca l’atletica?
Da matti, ma questo non sarebbe stato un periodo di gare e ancora non mi agito».
Sa che lo sport potrebbe tornare a porte chiuse?
Sarebbe lunare. L’atletica in Italia è meno seguita di quanto dovrebbe essere, ma non mi immagino di avere davanti il vuoto. —
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