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ORGANIZZATORI AL LAVORO 

La corsa rosa ha un’idea Partire dalla Sicilia e poi “recuperare” tre frazioni

Giorgio Viberti

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Giorgio Viberti

II ciclismo vuole diventare il simbolo della rinascita quando sarà finita questa terribile pandemia. Con gli organizzatori delle principali corse sono state definite alcune priorità: i 3 grandi giri (Italia, Francia e Spagna) e le 5 classiche monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia). Ma dovranno poi trovare una collocazione anche i Mondiali, gli Europei e i vari Campionati Nazionali. Di sicuro il ciclismo resterà fermo almeno fino al 1° giugno, data che però potrebbe anche slittare in avanti, concentrando - nella migliore delle ipotesi - tutta l'attività del 2020 in appena cinque mesi, da luglio a novembre.

L'ipotesi di ridurre il numero delle tappe viene invece drasticamente respinta dal Giro d’Italia, che com'è noto ha dovuto rinunciare alle prime tre giornate in Ungheria: il governo magiaro si è defilato in extremis per l’emergenza Covid-19, ma molto probabilmente Budapest otterrà la partenza del 2021. Le tre tappe mancanti verranno comunque recuperate strada facendo. Il Giro partirà allora dalla Sicilia: la data più gettonata è sabato 3 ottobre. Risalendo lo stivale verrebbero poi recuperate le tre tappe mancanti: una in Calabria, un'altra in Puglia e la terza in Friuli. Per il resto, il percorso resterà quello annunciato e la conclusione a Milano cadrebbe domenica 25 ottobre. Prima del Giro troverebbe spazio il Mondiale (20-27 settembre ad Aigle-Martigny, in Svizzera), mentre dopo la Corsa Rosa si disputerebbero la Liegi (domenica 1 novembre) e il Lombardia (sabato 7 novembre). Gli Europei verrebbero confermati dal 9 al 13 settembre e i Campionati Nazionali chiuderebbero la stagione dal 3 all'8 novembre.

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