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Dibiasi, così parlò il padrone dei tuffi «Il vero campione emerge adesso»

Dibiasi, così parlò il padrone dei tuffi «Il vero campione emerge adesso»

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ROMA

«Temo che la stagione per il nostro mondo dei tuffi sia fortemente compromessa. Per un tuffatore restare fuori dall'acqua non è così grave come per un nuotatore ma è comunque difficile. Emergerà una differenza, il vero campione si adatta, il perdente è quello che si lamenta e accampa scuse». Così Klaus Dibiasi, leggenda vivente dello sport, già direttore tecnico azzurro e consigliere federale, parla delle ripercussioni in un tuffatore e racconta la sua Olimpiade di Tokyo '64.

«Il tuffatore può mantenersi in forma magari sfruttando la palestra di casa. La condizione di un atleta di alto livello inevitabilmente decade e per riprenderla servirà almeno un mese», aggiunge Dibiasi, unico tuffatore al mondo ad aver vinto oro olimpici consecutivi nella stessa specialità (piattaforma), primato che nello sport italiano condivide solo con Valentina Vezzali (fioretto).In carriera Dibiasi, soprannominato l'angelo biondo, ha vinto l'oro a cinque cerchi a Città del Messico '68, Monaco di Baviera '72 e Montreal '76 dalla piattaforma, un argento sempre dai dieci metri a Tokyo '64 e un argento dal trampolino in Messico.

«Era tutto nuovo, la prima Olimpiade, avevo compiuto 17 anni proprio durante i Giochi. Il viaggio era stato eterno con due-tre scali. Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta, non avevamo mai visto una piscina così grande», ricorda l'altoatesino nato in Tirolo.«All'interno del villaggio olimpico che sorgeva su un ex campo dell'esercito americano ci spostavamo in bicicletta - racconta - e per poterla utilizzare anche il giorno seguente la sera la portavamo in stanza. La sera c'erano delle piccola scosse di terremoto. Ad un certo punto, dopo sette tuffi mi sono detto, 'se crolla la piscina sono comunque primo'". Di Dibiasi, il suo amico-rivale Giorgio Cagnotto, disse: «I tuffi prima di lui erano un'altra cosa, Klaus li ha cambiati, come i Beatles hanno cambiato la musica». —

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