Italia
Bettini, compleanno speciale in clausura «Che tempi alla Mapei, brindo sui social»
Ciclismo, diretta Instagram del fuoriclasse cecinese con colleghi, tecnici, massaggiatori degli anni d’oro
Aveva una voglia matta di festeggiare i suoi 46 anni insieme agli amici di un tempo magico, quando a colpi di pedale dominava il mondo. La pandemia ha guastato i piani di Paolo Bettini, ma non la sua voglia di celebrare il passato e sognare il futuro. E così, “lottando” con la tecnologia che gradisce quanto un massaggio ai vecchi tempi (poco), il fuoriclasse cecinese dal suo buen retiro di Riparbella ha organizzato una diretta Instagram tanto bella quanto seguita, coinvolgendo la Mapei e la Quick Stel che furono: corridori, dirigenti, massaggiatori, fisioterapisti, autisti: tutti.
Il Grillo, ieri, quegli amici li ha chiamati uno ad uno. Non senza emozione, e non solo per i bei tempi andati, ma anche e soprattutto perchè molti vivono nel bergamasco, una delle zone martiri del Covid 19. Come Giacomo Carminati, che di quella Mapei, a cavallo del millennio, era l’autista e il custode di mille segreti. «Vivo a Zogno, qui ci sono stati 200 morti su ottomila abitanti - racconta - ha cerchiamo di resistere, stiamo a casa e ci aiutiamo». «Ricordi quando facesti un chilometro con il nostro pullman in retromarcia in discesa al Giro d’Italia?», chiede di vertito Bettini. Che poi racconta la sua quarantena a Riparbella: «Faccio i dolci, ma soprattutto curo il mio giardino; quando tutto questo sarà finito farà domanda a Boboli, se serve un giardiniere...». Ma il ciclismo, com’è ovvio, è il filo conduttore del festeggiamento in videochat. Francesco Villa era sull’ammiraglia Mapei quando Paolo vinse la sua prima Liegi. «E per poco non ci lascio le penne, perchè Parsani, il direttore sportivo, mi disse di sporgermi dalla macchina per seguire le mosse di Etchevarria, il tuo compagno di fuga». «Pensa - aggiunge Bettini - che quella volta cambiarono la posizione delle transenne poco prima dell’arrivo. non so come ho fatto a restare in piedi». Tutti hanno un ricordo, una chicca su Bettini. Come il fisioterapista Claudio Brignotti. «Tu volevi sempre il panino con la Nutella, guai se non c’era», ricorda. «Sì, lo avevo anche alle Olimpiadi di Atene con 42 gradi», ride il campionissimo. «E a te la dieta mica serviva. Alla Vuelta mi chiedesti di portarti in camera i jeans con i quali eri arruivato in Spagna. Mi stanno a pennello, sono in forma perfetta, dicesti. E poi, era il 2006, vincesti il Mondiale a Salisburgo».
Amici, ricordi. Come Luca Guercilena, oggi dirigente della Trek Segafredo e a quedi tempi preparatore di Bettini. «Voglio sfatare un mito: non è vero che non amavi gli allenamenti, a te bastavano pochi chilometri per entrare in forma, avevi parametri diversi ma hai sempre lavorato su te stesso». «Grazie Luca . magari un giorno, è il mio sogno, potremmo trovarci tutti insieme a lavorare ancora nel ciclismo: sarebbe un gruppo di professionisti di altissimo livello, lo diciamo sempre: io non smetto di sperarlo», chiude Bettini. Auguri, campione. —
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