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EMRGENZA PALLONE 

Dopo Ronaldo, Messi l’esempio delle star per il calcio in affanno: stipendio giù del 70%

Gianluca Oddenino
Dopo Ronaldo, Messi l’esempio delle star per il calcio in affanno: stipendio giù del 70%

Anche il Barcellona ha raggiunto l’accordo con la società I due eterni rivali aprono la strada della spending review

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Gianluca Oddenino

Oneri e onori. Abituati a dividersi la gloria, oltre che l’ultimo decennio del calcio mondiale in una rivalità senza precedenti, Cristiano Ronaldo e Leo Messi in questi giorni si sono ritrovati per la prima volta fianco a fianco. Come alleati, oltre che come simboli. L’unione al tempo del coronavirus non si è manifestata solo in una contemporanea donazione da un milione di euro (a testa) per gli ospedali di Portogallo e Spagna, ma anche e soprattutto nella volontà comune di dare il buon esempio tagliandosi i ricchi stipendi.

Prima la Juventus e poi il Barcellona hanno annunciato di aver trovato l’accordo con i loro giocatori per ridurre gli ingaggi, visto il blocco dei campionati e della Champions: CR7 è pronto a rinunciare a 10 milioni di euro netti (i bianconeri non pagheranno le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno), mentre l’argentino si decurterà il 70% (ogni mese perderà 2,5 milioni) fino a quando non terminerà l’emergenza.

Le trattative

Palloni d’Oro impegnati a salvare il pallone, con la speranza di tornare il prima possibile a sfidarsi sul campo. Il gesto segna inevitabilmente un prima e un dopo, con una forte presa di responsabilità che presto coinvolgerà altri campioni. E se Ronaldo dalla sua Madeira – dove è stato pizzicato con la famiglia in una passeggiata vietata («Stiamo a casa e aiutiamo chi salva vite umane», si è poi corretto) – ha dato il via libera a Giorgio Chiellini, che insieme a Buffon e Bonucci ha trattato l’intesa con la Juve, il discorso per Messi è diverso.

La Pulce è il capitano del Barcellona e si è esposto in prima persona, in una trattativa complessa che ha avuto anche toni duri, per trovare una soluzione con il presidente Bartomeu. «Abbiamo sempre avuto la volontà di ridurli – ha scritto ieri lo spogliatoio del Barça in un messaggio diffuso via social da Messi – e siamo sempre stati i primi ad andare in aiuto del club quando ci è stato chiesto. Per questo ci decurteremo lo stipendio del 70%, più altre iniziative per arrivare a coprire il 100% dei compensi di chi lavora nel club. Usciremo da tutto questo e lo faremo insieme».

Con meno soldi e magari con uno spirito diverso. Il fuoriclasse blaugrana era stato appena indicato come il calciatore più ricco al mondo, in base alla classifica di France Football in cui rientravano stipendi, sponsor e bonus, con 131 milioni di euro lordi guadagnati in un anno e al secondo posto c’era CR7 con 118 milioni. Ora tutto andrà rivisto inevitabilmente al ribasso, ma questo potrebbe essere anche l’inizio di una nuova era. Sempre nel segno di Ronaldo&Messi.

CAIRO: STOP

«Secondo me il campionato è finito», spiega il presidente del Torino Urbano Cairo. «A Wuhan hanno cominciato le misure restrittive il 25 gennaio e le toglieranno credo l'8 aprile, sono due mesi e mezzo di stop - ha spiegato -. Per noi, con due mesi di stop, si ripartirebbe a fine maggio, sempre che non serva più tempo. Per le squadre vorrebbe dire cominciare ad allenarsi a fine maggio e quindi iniziare le partite a fine giugno, giocare a luglio e agosto. Poi dare un mese di vacanza, un mese per allenarsi e ripartire per il prossimo campionato non prima di novembre. Non si può fare» «Lo scudetto non andrebbe assegnato perché il campionato non è finito e ci sono tre squadre in fazzoletto - ha detto ancora -. Non ho sentito neanche Andrea Agnelli dire che andrebbe assegnato». —

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