Sicurezza
La Russia e Schwazer, quelli che... sperano dopo il rinvio a 5 cerchi
Le vicende legate al doping potrebbero anche risolversi. Pendono ancora due ricorsi davanti alla giustizia sportiva
ROMA. Nel mondo dello sport, rivoluzionato e stravolto dal coronavirus c’è una Nazione, la Russia accusata di doping di Stato, e diversi atleti, infortunati e squalificati, tra essi anche l’italiano Alex Schwazer, che potrebbero beneficiare del posticipo entro l’estate del 2021 delle Olimpiadi di Tokyo. Se per gli infortunati sarà solo questione di riprendere confidenza con i piani di allenamento, per chi è nel pieno di vicende burrascose con squalifiche che non termineranno entro la primavera del prossimo anno, la navigazione sarà molto più tortuosa. Senza dubbio è il caso di tutto lo sport russo che nel dicembre scorso si è visto bandire per quattro anni per quella che è la squalifica più pesante della storia nei confronti di una Nazione. L’agenzia mondiale antidoping Wada ha ravvisato nuovamente incongruenze in materia di controlli e conservazione dei documenti, modificati, da parte del laboratorio antidoping di Mosca, in passato già sospeso. Colpa di quel doping di Stato scoppiato a seguito dei Giochi della neve e del ghiaccio di Sochi 2014, solo la punta di un iceberg che inglobava altre discipline sportive, atletica leggera in particolare. Per la Russia che con il doping ha una lunga e triste tradizione c'è il divieto di inviare atleti alle Olimpiadi estive e invernali e ai Campionati mondiali, di organizzare eventi su territorio russo e avanzare la candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2032. In più, nessun inno russo, niente sigla 'Rus', niente staff ufficiali, niente divise riportati la scritta 'Russia' ma solo eventuali atleti individuali sotto bandiera neutrale. Insomma, un 'niet' che al Cremlino fa molto male.La Rusada, l’agenzia antidoping russa, non ha accettato le conclusioni del Comitato di revisione ed è ricorsa in appello al Tribunale Arbitrale dello Sport contro la Wada. Il calendario delle audizioni era previsto entro fine aprile ma l’emergenza della pandemia rischia di allungare i tempi. C’è poi il caso che riguarda lo sport italiano, quello di Alex Schwazer squalificato fino all’agosto 2024 per recidività all’uso di doping. Il marciatore campione olimpico a Pechino 2008 nella 50 km, è al centro di una intricata vicenda tutt’altro che chiara anche per il giudice di Bolzano, Walter Pelino.
Un caso difficile, internazionale, con tanto di lettere che parlano di un complotto nei confronti di ’AS’ (Alex Schwazer). Attualmente l’iter si è arenato ma la prossima udienza è già fissata per metà luglio. Nel frattempo Schwazer ha presentato ricorso al Tribunale Federale della Confederazione elvetica, organo superiore al Tas di Losanna. I tempi, come per la Russia, non sono affatto brevi. —
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