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il valore dei millenial 

I giovani top? Kean e Tonali, intorno c’è il vuoto

Alessandro Guerrieri
I giovani top? Kean e Tonali, intorno c’è il vuoto

Nella classifica del Cies  stilata in base ai cinque principali campionati europei, spunta anche Kulusevski appena acquistato dalla Juve  

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LIVORNO

L'Italia non è un paese per i giovani, nella vita ed ancor più nel calcio. Lo testimonia alla perfezione il report del CIES, il prestigioso centro studi di analisi e statistiche sul calcio con sede a Neuchatel, sul valore dei “millenial”, i giocatori nati nel nuovo millennio, nei cinque campionati europei più importanti.

Nella classifica dei primi 10, infatti, troviamo solo l'ex juventino, adesso all'Everton, Moise Kean. Gli studiosi svizzeri gli attribuiscono un valore di 46 milioni di euro. Per trovare, invece, il primo “millenial” che milita nel nostro campionato bisogna scendere fino alla posizione numero 15, occupata da Dejan Kulusevski. Al centrocampista, in prestito al Parma dall'Atalanta, ma già acquistato dalla Juventus, sempre lungimirante quando c'è da portare a Torino i giovani talenti, è attribuito un valore di 39,6 milioni di euro.

Tre milioni in più di quello di Sandro Tonali, il regista del Brescia che piace a tutte le big, italiane e non: è valutato 36,9 milioni di euro e naviga alla diciassettesima posizione in classifica. Di lì in poi di italiani neanche l'ombra.



Non che in Italia manchino i talenti, questo no, semplicemente vengono lanciati più tardi rispetto a quanto si faccia negli altri paesi. Lo si vede allargando la fascia di età; partendo dal '97 in poi, di giovani di valore ce ne sono, ed anche tanti. In porta i predestinati Donnarumma e Meret, che pure a Napoli non attraversa un momento felice visto che Gattuso gli preferisce Ospina; tra i difensori il top è Bastoni, uno che nell'Inter ha rubato il posto al “totem” Godin, ma per il resto il panorama è piuttosto povero. Ghiglione, Cistana, uno che fino a due anni fa giocava tra i dilettanti, Pellegrini e Depaoli sicuramente sono promettenti, ma per diventare calciatori di interesse nazionale devono crescere molto.



Se i difensori sono merce rara, in mezzo e davanti c'è solo l'imbarazzo della scelta. A centrocampo spiccano i già affermati Barella, Tonali e Zaniolo, ma in rampa di lancio ci sono anche Locatelli, Pessina, uno dei cardini nel Verona, e Castrovilli, senza trascurare l'ottimo Pobega, uno che in B, col Pordenone, sta stupendo tutti.

Anche davanti c'è abbondanza: Kean, Chiesa ed Orsolini sono i top, ma dietro di loro scalpitano i vari Cutrone, Pinamonti, mentre ad Ascoli, ma è di proprietà del Sassuolo, sta crescendo Scamacca, prototipo del centravanti vecchio stampo.



Guardando ai nati nel nuovo millennio, piacciono i portieri Carnesecchi e Plizzari, nonostante qualche “paperella” di troppo a Livorno, il fantasioso baby Vignato, del Chievo, il tecnico Nicolussi Caviglia, della Juve ma in prestito al Perugia, il figlio d'arte Portanova, il tecnico Ricci dell'Empoli, gli attaccanti Millico (Torino) e Salcedo (Verona), ma soprattutto Sebastiano Esposito, dell'Inter; classe 2002, a 17 anni vanta già 12 presenze, ed 1 rete, nella massima serie e 5 in Champions.

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