Il dolore
Tedesco di Lombardia Schnellinger: ne usciremo
81 anni martedì, è chiuso nella sua villa vicino a Milano «Non esco, alla mia età il rischio è molto alto. Vivo con Skype»
MILANO
In questi lunghi giorni senza un pallone che rotola, anche lui è tornato al centro dell’attenzione. Già, lui che in quell’incredibile 17 giugno del 1970, quasi mezzo secolo fa, gettò milioni di italiani nella disperazione sportiva, con quel piattone da centro area che mandò Italia e Germania ai supplementari: da lì sarebbe nata la partita del secolo, come testimonia la targa affissa sul muroiesterno dell’Azteca di Città del Messico.
Ma il cuore di Karl heinz Schnellinger continua a battere per l’Italia e soprattutto in Italia: con la famiglia l’ex stopper del Milan vive da tanti anni, in una villa appena fuori Milano. E in questi giorni ha raccontato alla Bild i suoi difficili giorni nell’epicentro del virus. Martedì Schnellinger compirà 81 anni, ma il suo sarà un compleanno strano, confinato a casa come tutti gli italiani con la moglie Ursula e con la figlia Birgit.
«Io sto bene, ma da tre settimane non esco più – ha spiegato l’ex difensore al quotidiano tedesco – alla mia età il rischio di contagio è alto. Quando mi affaccio alla finestra vedo, giorno dopo giorno, sempre meno persone per strada. Temo che ci voglia molto tempo prima che tutto torni ad essere normale, che possiamno uscire per strada, fare le cose che per tutti erano la normalità.a che il virus sia sotto controllo. La situazione è molto triste, l'Italia sta pagando un conto altissimo».
Schnellinger ha scelto l’Italia per vivere e qui si rende conto da vicino della siituazione: «Io non esco mai.La spesa la fa mia figlia Birgit che si è voluta trasferire a casa nostr per aiutarci e per stare insieme. A pranzo ci colleghiamo via Skype con qualche amico. Ci mettiamo d'accordo per pranzare alla stessa ora e farci compagnia. Mangiamo la stessa cosa così sembra veramente di stare insieme ai nostri amici».
Per il suo imminente compleanno (Schnellinger è un classe 1939, come Trapattoni e Albertosi) si metterà in contatto con i parenti e i tantissimi amici in Germania.Con tanto di desiderio: «Vorrei tanto tornare nello stadio di Colonia, dove sono cresciuto, e stare per 10 minuti su quell'erba – ammette –. Magari potessi toccare 1-2 palloni...». Magari lo farà. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google