Gioco
Vannini: «Ho un progetto con gli Orsi Pistoia ma prima dei 42 anni vorrei rigiocare nel Gispi»
Il tecnico pratese ha una lunga esperienza come giocatore e come allenatore in varie realtà nell’area Metropolitana
PRATO. In tempi di interruzione di campionato non soltanto i rugbisti pratesi ingaggiati da squadre lungo la penisola sono rientrati e aspettano il momento di tornare ad allenarsi, ma anche gli allenatori impegnati in esperienze fuori città. È il caso di Lorenzo Vannini, che alla soglia dei quarant’anni, in questa stagione ha deciso di intraprendere la strada di Pistoia per diventare allenatore degli Orsi.
«Ho incontrato il Rugby Pistoia sul campo da avversario, la squadra mi impressionò molto per caratteristiche fisiche e grinta. Percepii una realtà molto stimolante e in crescita, un ottimo ambiente, il destino ha voluto che, a febbraio dello scorso anno, proprio loro mi contattassero perché intenzionati ad affidarsi ad una nuova guida tecnica. Ho preso la palla al balzo».
Vannini è soltanto l’ultimo allenatore cresciuto nel contesto rugbistico pratese ad aver deciso di portare la propria esperienza lontano dalla propria città, seguendo l’esempio di consolidati tecnici tra cui Fulvio Biagioli o Walter Nutini, vincenti in più esperienze in giro per la regione.
«La stagione procede in linea con le aspettative, la programmazione è su tre anni ed in questo momento stiamo creando una nuova identità di gioco, ripartendo da aspetti basici come tecnica individuale e capacità motorie. La classifica ed i numeri al momento potrebbero sembrare crudeli, ma sono molto contento del lavoro sul campo e fuori, so che in futuro otterremo ottimi risultati».
Lorenzo Vannini, in questo periodo di sosta non ha smesso di lavorare alla crescita della squadra e del club.
«Siamo organizzati al meglio possibile, il preparatore ha condiviso un programma da svolgere in casa, il martedì e giovedì facciamo teoria in conference call tramite un app che abbiamo scaricato tutti. Ci diamo da fare anche per dare una parvenza di normalità in questa situazione difficile dovuta all’emergenza Covid-19».
Per Vannini nonostante la relativa giovane età non è la prima esperienza come allenatore.
«Ho avuto un paio d'esperienze con il rugby femminile ed il mini rugby. Ho iniziato a vedere il rugby come allenatore e non come giocatore quando accettai la proposta del rugby Mugello, arrivata per caso: dopo aver interrotto l’attività agonistica per qualche anno un amico mi convinse ad andare a provare l’esperienza a Borgo San Lorenzo con lui. Ed è finita che ci sono rimasto quattro stagioni ,di cui le ultime due da allenatore».
Vannini ha un importante trascorso da giocatore sul territorio pratese avendo vestito quasi tutte le importanti casacche possibili.
«Ho iniziato a giocare nel 1995 tra le fila del Gispi Prato. Ho avuto l'onore di indossare la maglia del Rugby Prato l'ultimo anno della sua esistenza, poi Cavalieri Prato, sei stagioni al Firenze Rugby Club, l'attuale Florentia, ed il ritorno al Cavalesto o Unione Prato Sesto con la promozione in seria A nel 2013. Ho concluso momentaneamente come giocatore a Mugello».
Tanta esperienza ed entusiasmo dimostrato con la passione che ha accompagnato sempre Lorenzo sul campo da gioco e che ancora lo vede ottimista sul futuro del rugby pratese e nazionale.
«Il Gispi Prato è la realtà da cui prendere sempre spunto, dal mini rugby fino ai Tigers, anni di esperienza messi a buon frutto, una realtà fatta di persone che ti trasmettono un’idea di appartenenza e continuità. Ed i numeri che dimostrano il buon lavoro nonostante le tante difficoltà. I Cavalieri Union sono una realtà importante in città che ad oggi conosco meno. Mi dispiace piuttosto che sia rimasto così poco dei tempi “gloriosi” che furono, conditi da finali scudetto giovanili e seniores, un’occasione difficile da ricreare».
Momenti di grande soddisfazione condivisi con amici e compagni di squadra che hanno arricchito l’esperienza di Vannini e che gli lasciano un desiderio.
«Adesso sto bene a Pistoia ed ho un progetto da portare avanti, ma sicuramente tornerò in futuro come allenatore oppure come giocatore visto che fino a quarantadue anni si può, scendere in campo l'ultima col gattino del Gispi sul petto e con qualche amico di una vita accanto in campo non sarebbe per niente male».
Niccolò Tempestini
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