Il dolore
Pizze a domicilio per riscoprirsi normali
Marzini (Il Rifugio): «Tante richieste e le persone ci ringraziano, ma ora sta diventando difficile trovare le materie prime»
EMPOLI. C'è chi li ringrazia per il servizio, chi li chiama angeli e chi addirittura eroi. Di sicuro i ristoratori empolesi che in questi giorni di reclusione forzata hanno deciso di continuare a lavorare, facendo consegne a domicilio sono tanti.
E stanno riscuotendo l'apprezzamento di moltissimi clienti, che con una pizza o un piatto elaborato preparato da mani sapienti riescono a spezzare la monotonia e non solo. Ma non mancano le difficoltà, a partire dal reperimento delle materie prime. La possibilità per le attività del settore alimentare, e quindi anche per i ristoranti (che rimangono chiusi al pubblico), di continuare a lavorare portando direttamente a casa i prodotti è stata confermata dall'ultimo decreto governativo. Una delle prime realtà empolesi ad attrezzarsi è “Il Rifugio” di Monterappoli. «Dopo la serrata partita dal 9 marzo scorso ci siamo organizzati per poter garantire il servizio secondo le modalità che ci sono state indicate – racconta il titolare Marco Marzini – le persone ci chiamano, noi facciamo una scaletta delle consegne e poi portiamo le nostre pizze direttamente a casa. Per noi questo è un modo per avere un minimo di incassi: purtroppo non tutto è stato bloccato e abbiamo bisogno di liquidità per continuare a pagare le spese. Ma ci permette anche di mantenere un legame con i nostri clienti, di non farli sentire soli e di continuare a fornire loro cibi di qualità e freschi. Ovviamente non sottovalutiamo l'emergenza e ogni operazione deve essere condotta garantendo il massimo della sicurezza, per noi che lavoriamo e per i clienti».
La maggior parte dei ristoranti che svolgono consegne a domicilio sono pizzerie. Perché la pizza, più di qualsiasi altro piatto, rischia di mancare nella dieta e soprattutto nelle abitudini delle famiglie costrette in casa. «La risposta da parte delle persone è stata molto positiva fin dall'inizio – prosegue – perché la pizza è un qualcosa che fa parte della nostra tradizione e sicuramente non è così immediata da poter fare a casa. E poi condividerla in famiglia è anche un modo di spezzare la monotonia e di riscoprire un'abitudine importante, che la quarantena sta mettendo a rischio. È per questo che le persone ci ringraziano, spesso ci acclamano al momento della consegna e c'è pure chi ci chiama eroi, anche se eroi non siamo».
Le difficoltà, però, non mancano, specie sul fronte dell'approvvigionamento. «Proprio in questi giorni stiamo avendo i primi problemi legati al reperimento dei lieviti e delle materie prime, dalla farina alla mozzarella. Perché mulini, caseifici e aziende specializzate hanno ridotto la produzione e non è semplice riuscire a trovare i prodotti».
Come accennato, la lista dei ristoranti aperti, per le consegne a domicilio, a Empoli è lunga e i continuo aggiornamento. L'ultima rilevazione svolta dal Comune di Empoli ne contava 17, ecco di chi si tratta: 80 Pizza, Angeli della Pizza, Binario 68, Charlie's Pizzeria, Europizza 27, Pizzeria Bella Napoli, Pizzeria Gli Scugnizzi, Pizzeria I Ghiotti, Pizzeria I Girasoli, Pizzeria Trendy, Spizzettando, Spizzometro, Supermario Pizza, The Roll Piadineria, Zio Peppino e Il Cavolo Fritto. —
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