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L’idea del Gran Giro d’Europa affascina il ciclismo depresso

L’idea del Gran Giro d’Europa affascina il ciclismo depresso

L’ipotesi lanciata sui social da Trentin per risolvere i problemi di calendario: un’unica gara a tappe che sostituisca e riunisca la corsa rosa, il Tour e la Vuelta

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MILANO. L’idea è forse più affascinante che realistica. Ma in questi tempi depressi anche un sogno può riaccendere un briciolo d’entusiasmo. La suggestiva iptesi di un Gran Giro d’Europa di ciclismo che possa sostitutire integrandole le tra grandi corse a tappe (Giro, Tour e Vuleta) sta facendo proseliti intanto sui social, dove proprio un ex campione europeo, Matteo Trentin, l’ha sostenuta e un decano delle ammiraglie, Giuseppe Martinelli, l’ha sviluppata proponendo anche una bozza di regolamento.

Fantaciclismo o no, resta il fatto che l’epidemia di coronavirus mette a rischio anche le grandi corse a tappe. Il Giro d’Italia è già stato spostato a data da destinarsi, sul Tour si comincia a dubitare . Gli organizzatori non volevano nemmeno prendere in considerazione uno spostamento, ma ora perfino il governo francese esprime i suoi dubbi. E la Vuelta finirebbe nel tritatutto di un calendario strizzato e sovrapposto, se mai si potrà salvare una parte di stagione. «Perché non organizzare - ha detto Trentin - solo un Grande Giro internazionale quest’anno?».

Così si potrebbero correre in un’unica maxiprova a tappe il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta di Spagna, che ben difficilmente si potranno disputare quest’anno senza pestarsi i piedi. «Si inizia da Roma, passando poi per Madrid e arrivando a Parigi. Un ottimo modo per riunire tutte le persone con una gara ciclistica dopo questo momento orribile!».

In tanti sui social hanno partecipato al dibattito, con pareri entusiastici anche fra gli addetti ai lavori. Tra questi c’è Giuseppe Martinelli, 65 anni. Il decano e fra i più vittoriosi direttori sportivi in circolazione, da qualche anno nello staff tecnico del team Astana, addirittura abbozza anche un primo regolamento per meglio definire l’idea di base. «Si potrebbero fare 30 tappe, con 4 giorni di riposo. Ogni squadre potrebbe schierare 7 corridori con la possibilità di 3 cambi nel corso delle tappe, mentre 4 corridori per team farebbero la classifica dopo averlo dichiarato alla partenza della corsa».

Idea intrigante, anche se molto difficile da realizzare per i diversi interessi in gioco (il Giro è organizzato dalla Rcs Sport,Tour e Vuelta dalla francese Aso), i diritti tv, i tanti problemi organizzativi. Ma gli appassionati sono in fibrillazione ed è già nato l’hashtag #3GTn1.E non basta, perché dopo che la Sanremo e le Classiche del Nord sono state rinviate, c’è anche chi ipotizza di inglobare queste corse di un giorno nel GT caldeggiato da Trentin.

Il maxigiro potrebbe arrivare cioè fino in Belgio per riproporre, in alcune sue tappe, la Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix, il Giro delle Fiandre e la Liegi-Bastogne-Liegi, cioè 4 delle 5 Classiche Monumento (la quinta è il Giro di Lombardia, previsto in autunno). Brian Cookson, ex presidente della Federciclismo mondiale, propone invece un’altra soluzione: abbreviare i tre grandi giri a due settimane (anziché tre) per permettere così lo svolgimento di Giro, Tour e Vuelta.

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di Redazione web