Gioco
Il calcio cerca aiuti e non ha soluzioni Giocare fino ad agosto o salta il campionato
Si è parlato anche di annullamento al vertice Figc-Leghe La priorità resta concludere la stagione sfruttando l’estate
ROMA
Primo cercare aiuti per evitare il default del sistema, poi affrontare le altre questioni. La Figc tenta di tenere la barra dritta nella tempesta del coronavirus, affrontando con un possibile ordine tante problematiche bollenti, da nodi annosi venuti al pettine con la crisi ad emergenze inattese. Per questo la riunione convocata ieri in videoconferenza da Gabriele Gravina con tutte le Leghe e le componenti si è incentrata su definire un pacchetto di richieste da presentare al governo, con le misure ritenute più impellenti. Ma in primo piano resta anche l’incerto futuro dell’attuale stagione agonistica su cui nessuno ha ancora le idee chiare, via via che le varie soluzioni diventano sempre più difficili con il prolungarsi dell’emergenza.
Si gira sempre intorno alle solite ipotesi: blocco delle retrocessioni dalla serie A, campionato da concentrare nei pochi mesi tra primavera e estate, in alternativa un epilogo versione stretta con i playoff. L’obiettivo resta quello di finire il campionato giocando anche fino a d agosto con l’aiuto di Fifa e Uefa, ma ogni soluzione porta con sé nuovi problemi e l’evoluzione tragica dell’epidemia rende tutto più complesso. Prima di affrontare le questioni economiche, Gravina ha parlato del tema delicato relativo alla prossima stagione nel caso in cui il campionato attuale dovesse definitivamente saltare e ci fosse uno stop alle retrocessioni: «Una serie A a 22 squadre sarebbe ingestibile - ha detto il presidente federale - Di ipotesi ne sono state fatte tantissime ma la stella polare sono le nostre norme e non è facile modificare il format dei campionati. Inoltre, con un Europeo spostato al 2021 bisognerebbe chiudere tutto entro maggio».
«L'ipotesi di passare ad una serie A a 22 squadre - ha proseguito Gravina - dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l'Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l'esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre. Sarebbe un campionato ingestibile, una prospettiva impossibile».
Serie A a parte, Gravina è preoccupato «per tutto il calcio, specie per il mondo dilettantistico, un settore che rischia di perdere oltre tremila società: un vero disastro».
La Fifa intanto si sta muovendo e il presidente, Gianni Infantino, ha cominciato a parlare con l'Eca e l'associazione mondiale calciatori FIFPro per individuare soluzioni condivise sia sul tema della riduzione degli ingaggi, sia su quella della scadenza di contratti al 30 giugno, perchè l'idea è di fare un tentativo per concludere comunque la stagione, giocando almeno anche a luglio, dando priorità alle competizioni nazionali.
Altre riunioni, a breve, saranno convocate per parlare di estensione del campionato oltre il 30 giugno - lo stesso Gravina lo ritiene un obiettivo prioritario - e di rinegoziazione degli ingaggi.
Tra le altre misure ritenute più impellenti ci sono il riconoscimento dello stato di crisi, la proroga delle concessioni degli impianti con la sospensione dei canoni, il differimento delle scadenze fiscali e contributive. In una seconda tranche, si studia un "Fondo Salva Calcio", per il quale la Figc destinerà risorse destinate alla ripartenza dei club in crisi di liquidità e che vedrà coinvolti altri protagonisti del mondo del calcio.
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