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Ferrari: «Guardiamo al futuro per progettare la ripartenza»

Alessandro Benigni
Il dg della Pistoiese, Marco Ferrari
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Il dg della Pistoiese, Marco Ferrari

Il direttore generale della Pistoiese, preoccupato delle ricadute negative a livello economico per il lungo stop, invita a guardare oltre questa stagione

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/ PISTOIA

Per la prima volta dallo scoppio dell'emergenza coronavirus, la Lega Pro ha paventato l'ipotesi che il campionato di Serie C possa essere interrotto in via definitiva. Presentando lo studio sull'impatto economico che il covid-19 potrebbe avere sulla terza serie, infatti, sono stati illustrati tre scenari: il primo, detto “porte aperte”, prevede la conclusione della stagione in corso e la disputa di play-off e play-out consentendo l'accesso ai tifosi; nel secondo, detto, “porte chiuse”, si ipotizza invece la conclusione della stagione in corso con partite senza spettatori. In entrambi i casi, le partite si disputerebbero nei mesi di maggio e giugno, con possibile sforamento a luglio per quanto riguarda gli spareggi promozione e retrocessione. Il terzo scenario infine, chiamato “stop campionato”, prevede appunto il termine anticipato del campionato in corso e la ripresa dell'attività agonistica nella stagione successiva, eventualmente a porte chiuse per i primi due mesi. «In una situazione d'emergenza come questa, tutte le valutazioni vanno ponderate ancor più del solito - ha commentato il direttore generale della Pistoiese, Marco Ferrari - finora la Lega Pro si è mossa con tempestività ed efficacia, adesso credo che sia necessario vedere cosa accadrà nelle prossime settimane per capire su quale ipotetico scenario concentrare i nostri sforzi. Tenendo sempre di conto che l'obiettivo prioritario dev'essere quello di garantire la salute di tutti», ha puntualizzato. Insomma, ripartire a tutti i costi per concludere la stagione corrente non dev'essere un dogma: «Mi piacerebbe poter tornare allo stadio già da domani, ma al momento ci sono altre priorità - ha spiegato - se ci saranno le condizioni ben venga, ma intanto iniziamo a guardare anche un po' più in là affinché la Serie C possa esprimersi con credibilità anche nel prossimo futuro». In altre parole, qualcosa deve cambiare: «La terza serie aveva problemi di sostenibilità anche prima del coronavirus, figurarsi dopo - ha concluso Ferrari - dobbiamo tenere conto anche di questo nelle varie analisi, sperando che almeno la Serie A riesca a chiudere la stagione fungendo da traino economico per le altre categorie». Anche Francesco Ghirelli ha evidenziato la necessità di riforme: «Il coronavirus è l’occasione per il calcio italiano per ragionare a sistema e ripensare questa disciplina nel profondo, per farla tornare ad essere uno strumento sociale utile alla collettività - ha dichiarato il presidente della Lega Pro - la stagione delle riforme è irrinunciabile, l’ecosistema del calcio della serie C ha bisogno di benzina per funzionare». Anche perché si stima che il coronavirus possa provocare una contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre fino al 30%, che si tradurrebbe in una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza. —

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