Attenzione
Esposito: «Il calcio ora passi in secondo piano»
Il tecnico del Prato lancia una provocazione: «Riflettiamo se sia giusto tagliare la Sanità e pagare tanto certi giocatori»
PRATO. Il Prato aspetta di poter ripartire e continua ad allenarsi con la tabella preparata individualmente dal preparatore atletico.
«Attendiamo, non possiamo fare altrimenti – dice il tecnico biancoazzurro Vincenzo Esposito – la situazione invece di migliorare mi sembra che stia peggiorando e quindi adesso bisogna pensare all’aspetto sanitario poi forse possiamo parlare di calcio o di sport».
Le misure sono sempre più strette?
«Per parlare del campionato o di aspetti legati al mondo del calcio bisogna prima far terminare questa pandemia – continua Esposito – perché se le misure si restringono vuol dire che ancora non riusciamo a vedere la fine. Solo quando si allenteranno allora anche il calcio come gli altri sport potranno pensare a ricominciare».
Il fatto che gli Europei siano stati spostati di un anno con la possibilità di far finire i campionati più tardi non risolve niente?
«È stata una scelta corretta perché pensare di far giocare una manifestazione così importante adesso era davvero impensabile – spiega Esposito – è chiaro che forse la possibilità di terminare la stagione c’è, ma quante società o presidenti hanno la forza di poterlo concludere e quante squadre ripartiranno il prossimo anno? Ora è l’ultimo dei pensieri perché ci sono situazioni più grandi di noi. I ragazzi sono a casa e continuano ad allenarsi con delle schede e ci sentiamo quasi quotidianamente anche per seguire cosa fanno. È un momento unico e anch’io mi invento qualcosa per stare vivo».
Cosa fai?
«Ho la fortuna di avere un terreno a casa – continua il tecnico del Prato – e faccio di tutto. Dal potare le piante a girare il terreno e a sistemare il giardino. Certe volte bisogna cambiare i nostri modi di fare».
Bisognerà porsi qualche interrogativo?
«Si esatto ha ragione il Vescovo di Prato che ha detto che nulla sarà come prima – mette in evidenza Esposito – il mondo e anche i pratesi devono costruire una nuova comunità. Bisogna riflettere su cosa è importante e cosa è complementare. Questo virus deve insegnarci qualcosa perché abbiamo visto che basta poco per toglierci tutte le nostre verità. Anche il mondo del calcio deve fare le sue riflessioni perché non è possibile pagare certi compensi a certi giocatori e togliere, faccio l’esempio nella sanità, va rivisto col buon senso».
Quindi meglio ripartire a settembre?
«Penso a una squadra del nostro girone come la Caronnese che è in Lombardia nella zona rossa – conclude Esposito – con che spirito può ripartire e iniziare ad allenarsi e a preparare le partite dopo quello che è successo nei loro paesi. È davvero qualcosa di difficile da chiedere quindi penso che, forse fare un passo indietro sarebbe un modo giusto per far capire che le priorità sono altre. Non parlo della serie A che può essere un modo anche per distogliere l’attenzione da un momento difficile ma gli altri campionati e soprattutto quelli giovanili forse sarebbe meglio fermarli. Intanto #iorestoacasa e speriamo di poter ritornare quanto prima, almeno ad uscire e a riflettere su quello che è accaduto perché non succeda più». —
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