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Follia Napoli, l’ultima provocazione di Aurelio «Tutti convocati, mercoledì ci alleniamo...»

Follia Napoli, l’ultima provocazione di Aurelio «Tutti convocati, mercoledì ci alleniamo...»

Partita la convocazione ufficiale contro ogni disposizione di medici e Assocalciatori. Ma potrebbe essere un bluff...

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Ad ADL, le provocazioni sono sempre piaciute. Come produttore cinematografico, ma soprattutto come presidente del Napoli si è posto spesso, molto spesso, contro l’estabilishment pallonaro. Contestando puntualmente le decisioni della Confindustria del calcio, la Lega, alla quale deve appartenere per forza, ma della quale raramente riconosce l’autorità.

In giornate convulse e complesse come queste, dove il mondo dello sport e del calcio in particolare cerca di abbassare i toni davanti a problemi ben maggiori, Aurelio De Laurentiis va avanti per la sua strada: lui vuole che la squadra torni a lavorare, anche se i medici sportivi e l’assocalciatori l’hanno detto chiaro: nessuna attività di gruppo è consentita almeno fino al 3 aprile.

Come non detto; ieri mattina è arrivata, sul sito del Napoli, la convocazione ufficiale per giocatori e staff tecnico per la mattina di mercoledì 25 a Castelvolturno, per una regolare seduta di allenamento. E subito si sono scatenate le interpretazioni: qualcuno pensa a un bluff, giusto per impedire ai calciatori, soprattutto quelli stranieri, di tornare nel proprio paese, seguendo le orme di Cristiano Ronaldo o di Higuain. In questo modo il club partenopeo prenderebbe tempo, aspettando gli sviluppi dell’epidemia di coronavirus nelle regioni del Sud, impedendo la “fuga” ai propri tesserati.

Vedremo cosa accadrà da qui a martedì, ma sarà ben difficile vedere Gattuso dirigere l’allenamento, perché le norme non lo consentono, in primis quelle che il calcio italiano si è dato: tutte le altre società hanno deciso di fare il punto della situazione soltanto ai primi di aprile, soprattutto quelle che hanno avuti casi di positività al Covid 19 come Juventus, Fiorentina, Sampdoria e Verona.

L’assocalciatori continua a mantenere la propria, dura posizione. «Allenarsi adesso, un mese e mezzo prima della presunta ripresa del campionato - sottolinea il numero uno del sindacato del calciatori, Damiano Tommasi - non ha senso ed è anche pericoloso, perché non tutti i calciatori si sono sottoposti al tampone e perché, a livello generale, ci viene imposto di restare a casa».

Gli altri club di A stanno seguendo queste direttive. Ieri il Lecce ha posticipatola ripresa degli allenamenti prevista per domani, a data da destinarsi, il Sassuolo ha prorogato sine die la chiusura del Mapei Center dove la squadra si allena. Dal Milan arriva la conferma della ripresa (eventuale) del 3 aprile, persino la Lazio, che era stata la prima a ipotizzare il ritorno anticipato al lavoro dei propri tesserati, ha fatto marcia indietro, allineandosi con le direttive dei medici sportivi. Sulla trincea, adesso, resta soltanto il Napoli di De Laurentiis. Che lancia il sasso della provocazione, ben sapendo che la realtà sarà diversa. —

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di Redazione web