Gioco
Chechi, l’appello del signore degli anelli «0limpiade nel 2022 con quella invernale»
L’intervista
Anche il Signore degli Anelli Jury Chechi rimane in casa, a Prato, per l'emergenza coronavirus. «Da quando mi hanno detto che bisognava stare in casa - spiega Chechi - sono uscito tre volte. Due per andare a prendere il pane e a portare fuori il cane e l'altra per esigenze familiari perchè ho una persona disabile in casa. Ritengo fondamentale rispettare le regole per noi stessi ma soprattutto come senso civico. Non capisco chi esce senza giustificazioni mettendo a repentaglio la salute di tutti. E' una pandemia e quindi se l'osservanza dice di rimanere tra le mura domestiche bisogna fare questo sacrificio». Quello che non ha fatto il mondo del calcio ?
«Hanno sbagliato a giocare - continua l’olimpionico - capisco che ci sono tanti interessi ma voler giocare a tutti i costi in una situazione così evidente è stato un autogol. Si sono ripresi e riabilitati con lo spostamento degli Europei al 2021 ma era chiaro che era impossibile giocarli. In tutta Europa e ora in tutto il mondo la situazione sta diventando sempre più complicata e difficile e dopo il problema sanitario avremo quello economico».
Influirà molto sullo sport ma anche sul nostro vivere e c'è il dubbio delle Olimpiadi.
«Senz'altro perchè le aziende, di qualunque tipo, e considero anche il settore sportivo con un valore economico soffriranno per l'annullamento delle manifestazioni, degli eventi e di tutto quello che coinvolge l'attività, non capisco però come si possa aspettare giugno per decidere dei giochi olimpici. Le olimpiadi dovrebbero iniziare a luglio e cosa si fa si portano 10.000 atleti a Tokio più allenatori e staff tutti al villaggio olimpico dopo 4 mesi dove nessuno può avere contatti o assembrarsi mentre per le Olimpiadi si fa un'eccezione ? Questa è una guerra contro un nemico invisibile e come è successo nella Guerra Mondiale, che sono stati sospesi, dovrebbe essere fatto anche in questa occasione. Lancio un'idea perchè non unirli alle olimpiadi invernali del 2022 di Pechino?».
Ne sa qualcosa di Olimpiadi perse...
«Ben due volte ho dovuto rinunciare al sogno della mia carriera, nel 1992 tra l'altro ero il grande favorito per la gara degli anelli alle olimpiadi di Barcellona ma, a pochi giorni delle gare, mi sono rotto il tendine. Poi quelle del 2000 a Sidney ma anche in quella occasione mi sono rotto il tendine brachiale, e in molti dopo questo infortunio avevano data per chiusa la mia carriera agonista. Poi c'è un altro problema legato alle qualificazioni, in molte discipline non sono state fatte o sono ancora a metà. Cosa si fa con tutti questi atleti non partecipano alle Olimpiadi ? Non mi sembra giusto sia dal lato etico ma anche personale. Tutti aspirano a disputare le Olimpiadi e a vincere la medaglia d'oro. Non gli dai questa possibilità ?».
Tra l'altro è dimostrato che il contatto è la vera problematica del virus.
«Lo abbiamo visto nei giocatori di calcio, è chiaro che se uno è contagiato mette a rischio la salute di tutto il gruppo. Così è successo in Italia ma anche in altri paesi. Io ho mia sorella che è medico a Firenze e mi racconta di una situazione davvero straordinaria. Tutti gli operatori sanitari dai medici, agli infermieri agli operatori sono davvero degli eroi e li chiamo campioni veri perchè lavorano h24 senza sosta e in situazioni molto complicate e soprattutto ogni minuto parte un treno. Devono cambiare i turni e gli orari. Inoltre il rischio è molto alto di contatto con chi è positivo. Basta un minimo di disattenzione o il fatto che la persona non abbia sintomi. A confronto allenarsi in palestra 8-10 ore al giorno è un divertimento. L'Italia tutta ha dimostrato di essere unita in una situazione di emergenza e a Prato la popolazione ha compreso (con grande senso civico della comunità cinese) che bisogna stare a casa per aiutare chi è impegnato quotidianamente in trincea. Anche i volontari stanno facendo un lavoro enorme e questo me lo potevo immaginare perchè conosco le associazioni e ogni volta c'è un problema sono sempre i primi a dare una mano. Io come tutti aderisco alla campagna #iorestoacasa e #andràtuttobene e appena questo tsunami sarà terminato potremo uscire a riabbracciarci e a fare le cose abituali». —
Vezio Trifoni
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