Sicurezza
Wimbledon, anche il mito rischia di chiudere i battenti E Parigi sta per arrendersi
LONDRA
Wimbledon è Wimbledon: l’immagine, il simbolo, la storia del tennis. Se si fermano i Championships - come in passato è avvenuto solo per le due guerre mondiali - allora nell’immaginario del Gioco si ferma tutto. Dopo giorni, ormai settimane di certezze granitiche (prima) e di silenzi (poi) per la prima volta la dirigenza dell’All England Club ha ammesso implicitamente che quest’anno il torneo potrebbe non giocarsi. «Stiamo continuando a monitorare la situazione del coronavirus, lavorando a stretto contatto con il governo e le autorità sanitarie, e stiamo seguendo i loro consigli per quanto riguarda la promozione di buone pratiche igieniche in tutta la nostra tenuta», ha spiegato Eloise Tyson, responsabile della comunicazione dell’All England Club. «Mentre continuiamo a pianificare i campionati in questo momento, agiremo in modo responsabile, nell'interesse di una società più ampia. Nel caso in cui il governo ci chiedesse di annullare, le nostre polizze assicurative ci consentirebbero di offrire rimborsi ai possessori di biglietti e agli obbligazionisti». Gli obbligazionisti sono i proprietari delle “debentures”, una sorta appunto di azioni/obbligazioni che dietro versamento di una cospicua somma garantiscono la disponibilità di due biglietti al giorno sul Centre Court per le due settimane del torneo. Una debenture fra il 2016 e il 2020 costava ad esempio 50 mila sterline, circa 55 mila euro. Certo la politica di Boris Johnson in materia di coronavirus non aiuta, con una massa prevista di contagiati impressionante (da 80 mila a 500 mila) e un picco che potrebbe arrivare proprio nel periodo di svolgimento del torneo, le prime due settimane di luglio. E pensare di spostare un torneo outdoor (anche se dotato di due tetti) in Inghilterra da metà agosto è sicuramente irrealistico. Prepariamoci, dunque, anche se ancora non è detto, a rinunciare ai due Slam europei, visto che anche l direttore del Roland Garros, Guy Forget, ha ammesso che la quindicina francese è fortemente a rischio. In occasione della Prima guerra mondiale si fermarono per tre anni i Campionati d’ Australia (1916-1918), per quattro i “Championships” (1915-1918) e per cinque i campionati di Francia (1915-1919). Discorso analogo per il secondo conflitto mondiale che interruppe lo Slam australiano dal 1941 al 1945, e per ben sei anni sia Wimbledon sia l Roland Garros, dal 1940 al 1945. —
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