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Rugani: è stata una bella botta, spero serva a sensibilizzare tutti

Rugani: è stata una bella botta, spero serva a sensibilizzare tutti

Positiva al coronavirus anche la compagna del giocatore lucchese, Michela Persico «Le mie giornate tra divano e serie tv». E mezza serie A si trova in quarantena

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TORINO

«Sto bene, tranquillizzo tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto sintomi gravi. Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta: sono stato il primo nel nostro ambiente, spero sia servito a sensibilizzare un pò tutti». Così, intervistato da Jtv, Daniele Rugani, il difensore della Juventus che è stato il primo caso di positività al Coronavirus reso noto nel campionato di calcio di serie A. Il thriller Contrattempo e le serie Elite Peaky Blinders: sono le preferenze, davanti alla tv, per Daniele da quasi una settimana in isolamento per la quarantena. La sosta forzata è anche l'occasione di rivivere le emozioni passate in bianconero: «L'emozione più grande - racconta il difensore - è stato il primo scudetto: allo Stadium con la medaglia e la coppa è stato molto emozionante, c'era tantissima gente che mi osannava». Da ragazzino il suo idolo era invece Del Piero: «Ho sempre comprato la sua maglia: con il mio ruolo c'entra poco, ma era tradizione tutti gli anni per una famiglia come la mia». Anche la compagna di Daniele Rugani, la giornalista e conduttrice tv Michela Persico, 29 anni, è risultata positiva al test. Lo annuncia lei stessa in un video pubblicato su Instagram: «Ho appena ricevuto l'esito del tampone è ed positivo. Non ho alcun sintomo e sto benissimo, sono fortunata - precisa - ci tenevo a ringraziarvi per il vostro affetto e rassicurarvi sulla mia salute, come di quella di Daniele. Ma ci tengo a raccomandare davvero tutti a rispettare quelle piccole norme che sono state indicate per sconfiggere il virus, restare a casa, perché, come è capitato a me, si può essere positivi senza saperlo e in questo modo restare a contatto con persone che per hanno difeso immunitarie indebolite».

Il coronavirus costringe all'isolamento il momento del calcio, in Italia e in Europa. L'ultima formazione della Serie A a prendere le precauzioni contro il rischio di contagio è l'Atalanta, costretta alla massima cautela dopo la notizia giunta ieri della positività di tre giocatori, un medico e un membro dello staff del Valencia, compagine che i bergamaschi hanno affrontato la scorsa settimana in Champions League. Gli atleti della Dea resteranno in quarantena almeno fino al 24 marzo, data fissata per il ritorno agli allenamenti. Ma continuano la quarantena anche Juventus, Sampdoria e Fiorentina. L'allarme è suonato l'11 marzo con il primo caso in Serie A di calciatore contagiato, appunto Rugani. Il giorno dopo è stato invece comunicata la positività dell'attaccante blucerchiato Manolo Gabbiadini, e dai successivi controlli sono quindi risultati positivi altri sei atleti doriani: Omar Colley, Albin Ekdal, Antonio La Gumina e Morten Thorsby, oltre al medico Amedeo Baldari, tutti in buone condizioni. Poi si sono aggiunti alla lista Fabio Depaoli e Bartosz Bereszynski. I timori crescono anche all'estero. I tre calciatori del Valencia positivi sono Ezequiel Garay, Eliaquim Mangala e Josè Gayà. Non gli unici in assoluto, visto che positivo è risultato anche Jonathas de Jesus, attaccante brasiliano dell'Elche. —

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