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Lippi: seguiamo l’esempio della Cina Lì chi sbaglia paga, facciamo così anche noi

Roy Lepore
Lippi: seguiamo l’esempio della Cina Lì chi sbaglia paga, facciamo così anche noi

L’ex ct campione del mondo ha lavorato diversi anni nel paese da cui è partito il Coronavirus 

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L’INTERVISTA

Lui, la realtà cinese, la conosce benissimo: in Oriente ha lavorato fino a pochissimo mesi fa. L'ex commissario tecnico campione del mondo del 2006, Marcello Lippi è in questo momento a Viareggio, e come tutti gli italiani è costretto a seguire dalla sua abitazione la grave situazione della pandemia mondiale legata al coronavirus.

Ieri Lippi ha ricevuto una graditissima sorpresa: Sky Sport ha trasmesso i momenti salienti del Mondiale vinto nel 2006 dagli azzurri, proprio con Lippi come cittì e quindi ha potuto rivivere quei momenti davvero straordinari.«

«E' stata una bella sorpresa, quando ho acceso il televisore e sono tornato come d'incanto indietro nel tempo - dice - come se si fosse fermato in quella notte magica in cui abbiamo potuto conquistare qualcosa di meraviglioso per tutto il nostro Paese. In questo momento in cui l'Italia è costretta a dover convivere con questo virus è stata l'occasione per avere un po' di distensione, per sorridere . Mi ha fatto piacere rivedere i miei giocatori che hanno dato tutto per centrare questo obiettivo, ed anche con la loro spinta speriamo di poter sconfiggere quanto prima questo virus e tornare alla normalità».

Come trascorre queste giornate in cui c'è da rimanere a casa?

«Rispettando prima di tutto le disposizioni che ci sono state imposte per contribuire tutti insieme a raggiungere l'obiettivo che ci auspichiamo ci sia al più presto. Prendiamo esempio dalla Cina, un Paese, dove ho vissuto per un po' di anni per motivi professionali. Lì chi sbaglia paga, ecco perchè bisogna attenersi scrupolosamente alle regole che ci sono state imposte. In Cina il problema c'è stato prima di noi, però sono riusciti poi a trovare la soluzione ed ora la soluzione pare che lentamente stia tornando su livelli più tranquilli.

Noi dobbiamo prendere esempio da loro e fare quello che ci dicono. Per quanto mi riguarda trascorro le giornate in cui devo rimanere in casa guardando la televisione, poi ho il giardino e posso stare un po' anche all'aria aperta.Dobbiamo fare un sacrificio che poi ci servirà in futuro».

A distanza di una settimana Viareggio è cambiata, come il resto dell'Italia. «La scorsa settimana in Passeggiata e sul molo c'era tanta gente, dopo sette giorni adesso con le ordinanze che sono state emesse, in giro non si vede nessuno. Mi unisco anch'io a tutti coloro che fanno appelli a rimanere in casa, solo in questo modo potremo aiutare chi è in prima linea a lottare negli ospedali, medici, infermieri, tutto il personale del volontariato, che in questa fase rischia davvero molto, compreso tutti coloro che cercano di arginare questo fenomeno che di giorno in giorno aumenta sempre più». Il mondo dello sport è stato colpito da diversi casi di positività ed anche dai beniamini del pubblico giungono messaggi di rimanere in casa. E' un coro comune per sconfiggere il virus, questa è una partita che tutti insieme però si può vincere, non solo con il singolo campione, ma con la squadra al completo, con il gruppo. Messaggio tanto caro al nostro cittì campione del mondo. —

Roy Lepore

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