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UN MIRACOLO DI PROVINCIA 

Atalanta, cinque motivi per togliersi il cappello

Giorgio Billeri

Il laboratorio tattico di Gasp, gli acquisti e gli ingaggi a basso costo, lo stadio di proprietà. E Ilicic messo al centro del progetto

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1IL TEOREMA GASP

Lavorare per cinque stagioni con la stessa ossatura ha fatto la differenza. A Zingonia è nato il laboratorio-Gasperini, officina che sforna idee e novità tattiche a getto continuo. La società ha dato al tecnico di Grugliasco il tempo di lavorare senza pressioni, e da uno zoccolo duro di fedelissimi (Freuler, Gomez, Hateboer, Gollini) nasce nel 2016 un progetto, basato sul 3-4-3 che Gasp aveva testato con successo al Genoa. Poi, stagione dopo stagione, la rosa si rinforza, acquisti mirati, funzionali al gioco. Quarto posto, poi settimo, terzo e il quarto di questa stagione. I segreti? Aggressione altissima, difensori che accettano l’uno contro uno, possesso palla, uso massiccio degli esterni, ruoli “liquidi” in attacco con rinuncia, spesso, alla punta di ruolo per liberare l’area.

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IL METODO PERCASSI

L’Atalanta entrata tra le prime otto d’Europa ha il penultimo fatturato delle 32 che si sono presentate ai nastri di partenza della Champions, ma gli utili sono quasi da record: 51 milioni negli ultimi tre esercizi, anche per effetto della cessione più recente, quella di Dejan Kulusevski alla Juventus. Il monte ingaggi è di 27 milioni di euro, il decimo in serie A. Zapata, Gomez e Muriel i più pagati con 1,8 milioni netti annui. Gestione oculata, valorizzazione dei giovani ma anche investimenti: la famiglia Percassi, che ha interessi nei cosmetici, nelle costruzioni e nello sviluppo di reti di vendita di marchi internazionali, ha investito nel centro sportivo e nel parziale rifacimento dello stadio (di proprietà).

3IL SETTORE GIOVANILE

Il vivaio dell’Atalanta fa scuola, fin dai tempi del “guru” Mino Favini, Qui si sono formati centinaia di giocatori, anche per merito delle società satellite (in Toscana il Margine Coperta di Antonio Bongiorni), e soprattutto non è mai mancato il coraggio di lanciare i ragazzi in prima squadra. Gli ultimi esempi? Caldara, Bastoni, Spinazzola, Barrow, Kessie, Gagliardini, Petagna. Risorse importanti, anche perchè vengono ceduti a peso d’oro e i soldi vengono reinvestiti per creare nuovi crack.

4ILICIC L’ALIENO

Storia di un talento clamoroso, che a livello tecnico merita di stare ai piedi dell’ideale podio Ronaldo-Messi-Neymar. Ma che spesso è rimasto vittima di un carattere non facile, che tende a deprimersi quando non viene messo al centro del progetto. A Palermo si rivelò, a Firenze e Genova non ha trovato quella considerazione che chiedeva. Il Gasp e la società hanno capito che attorno al suo sinistro geniale si poteva costruire qualcosa di simile a una leggenda: tutta la città, i tifosi si affidano allo sloveno. Che sta ripagando tutti con una stagione da 20 gol, 15 in campionato e 5 in Champions. Prevedibile l’assalto delle big d’Europa per averlo, l’Atalanta dovrà resistere.

5L’IDENTITA’

La collocazione geografica di Bergamo, troppo vicina al gigante Milano, poteva anche depotenziare la passione: da quelle parti, invece, trovare un tifoso di Milan o Inter è come trovare una pepita d’oro per strada: impossibile, o quasi. Il bergamasco di città e quello delle valli tifa soltanto Atalanta ma non solo: si identifica totalmente con i colori e il simbolo della Dea. Le trasferte sono diaspore blibliche (vedi a San Siro per la Champions), il Gewiss Stadium, è sempre pieno. Come giocare sempre in 12. —

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