Italia
Ricordi Brio: a porte chiuse il calcio è surreale L’assenza del pubblico finisce per distrarti
I precedenti più famosi di partite a porte chiuse, perlomeno nel calcio italiano, risalgono al 1985: è la stagione che segue la tragedia dell’Heysel, e la Juventus deve giocare senza pubblico due partite di Coppa dei Campioni. La prima è con i lussemburghesi dello Jeunesse, la seconda lo scontro fratricida con il Verona di Osvaldo Bagnoli. E’ la Juventus di Platini e Boniek, al centro della difesa c’è il roccioso Sergio Brio, che rivive con noi quelle sensazioni.
Lei ha disputato due match senza pubblico, che ricordi ne ha ?
«Sono due partite che ricorderò per sempre, proprio per le particolari sensazioni che mi hanno suscitato. Si trattava degli anni in cui la Serie A era il campionato più bello del mondo e gli stadi sempre affollati ai limiti della capienza. Giocare nel silenzio fu davvero incredibile, e proprio quel silenzio a cui non eravamo abituati rendeva difficile la concentrazione.
Mi ricordo distintamente le voci ed i suoni dei pochi presenti, in particolare il ticchettio sulla tastiera della macchina da scrivere dei giornalisti, le imprecazioni dei giocatori e dei dirigenti.
Sembrava di essere ad una partitella di allenamento, un clima surreale, lontano anni luce dal calcio vero. Tra l’altro l’assenza del pubblico, paradossalmente, ci distraeva proprio perché si trattava di una situazione mai vissuta».
La circostanza ha influito anche nella preparazione della partita da parte del Trap, il suo allenatore di allora? «No, questo no. Trapattoni preparò la partita come sempre, in modo molto oculato senza lasciare niente al caso, con la solita professionalità».
Cosa pensa della decisione di giocare a porte chiuse? «Purtroppo non si poteva fare diversamente, si è trattato di un parto doloroso che sicuramente tocca dal punto di vista economico le società, ma di fronte alla salute pubblica qualsiasi sacrificio è doveroso e devono passare in secondo piano anche i disagi per le società ed i calciatori».
Lei è apprezzato commentatore di Rai Radio 1, che pensa dell’attuale campionato ? «Finalmente abbiamo un torneo equilibrato, nel quale la lotta per lo scudetto coinvolge tre squadre come non avveniva da anni. La Juventus è ancora a metà del guado e sta mascherando i suoi problemi con le prodezze di Ronaldo, l’Inter è cresciuta tantissimo ed ha il futuro dalla sua parte ma attenzione alla Lazio, può essere il classico terzo incomodo che si inserisce tra i due litiganti. Inzaghi è bravissimo ed ha a disposizione una rosa validissima».
L’ultima è sulle coppe, dove possono arrivare le nostre? «La Juve può ribaltare la sconfitta di Lione, a patto di fare un passo avanti sul piano del gioco, il Napoli non ha nulla da perdere a Barcellona, dove non parte battuto in partenza, l’Atalanta non avrà problemi con il Valencia e sarà la classica mina vagante». —
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