Italia
Nanotecnologie, il Comune conferma la chiusura del laboratorio di via Paladini
Inaugurato il 14 settembre 2013 l’ex ospedale ricevette fondi per due milioni di euro dalla Regione Toscana
EMPOLI. Si parla già di ex laboratorio delle nanotecnologie a Empoli. Dopo che a gennaio il nostro giornale aveva parlato di un decadimento del progetto milionario messo a segno dalla Regione Toscana all'ex ospedale di via Paladini, in cui erano state acquistate attrezzature di un certo spessore a supporto delle imprese e la ricerca nel settore nanotech applicata ad ambiti come quello dei materiali e del biomedicale, una determina del Comune di fine febbraio conferma che la strada ormai era tracciata. Il documento, un proforma tecnico legato a una variazione compensativa di bilancio 2020-2022, nasconde però quello che è, se non un fallimento, almeno un “congelamento” del progetto, considerato che vengono conteggiata delle spese «per affidamento servizio di stima beni mobili e attrezzature dell'ex laboratorio delle nanotecnologie». In buona sostanza, in premessa si parla proprio «della chiusura del laboratorio delle nanotecnologie» e che, «stante la peculiarità dei beni di cui trattasi», è necessario farli valutare da esperti che ne conoscono il valore. La perizia avrà un costo di 2.975 euro ed è stata quotata da un professionista contattato dall'amministrazione. Le risorse, comunque, sono state compensate con alcuni aggiustamenti all'interno della manovra, quindi senza aggravi per il bilancio. Ma la questione, più che di vile denaro, riguarda proprio un progetto che, partito oltre dieci anni fa, di fatto adesso è già superato. Inaugurato il 14 settembre 2013, il laboratorio ricevette fondi per due milioni di euro dalla Regione Toscana, il grande “sponsor” dell'iniziativa tramite l'assessore Vittorio Bugli. Il “pezzo da novanta” è rappresentato dal microscopio a ioni di elio con ottica Zeiss costato, all'epoca, un milione e mezzo di euro. Uno strumento che in Italia, nel 2013, era solo a Empoli e all'Enea di Brindisi. La proprietà di queste sofisticate apparecchiature è del Comune che, nel periodo in cui ha funzionato, le aveva passate in comodato d'uso al Consorzio Grint, sotto il cui cappello figuravano Asev, Colorobbia Italia, Acque Ingegneria, l'Instm e il consorzio Icad dell'Università di Firenze.
Negli anni la destinazione dell'ex ospedale di via Paladini, liberato nella primavera del 2008 in virtù dell'apertura dei nuovi spazi di viale Boccaccio, ha però preso un'altra strada a livello di progettazione urbanistica. L'esempio lampante è il progetto “Hope”, cofinanziato da fondi europei che prevede, tra le varie azioni, il recupero di tutto l'ospedale con l'obiettivo di ospitare funzioni prevalentemente pubbliche, spazi per gli uffici municipali e per quelli dell’Unione dei Comuni, attualmente in affitto in piazza della Vittoria. E visto che "Hope" significa speranza in inglese, l'auspicio è che l'attrezzatura delle nanotecnologie, una volta stimata, possa comunque essere qualificata in altro modo. —
Daniele Dei
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