Gioco
La crociata dei tifosi in Bundesliga «L’Hoffenheim non può vincere»
SOTTO ACCUSA LA VIOLAZIONE DEL FAIR PLAY ECONOMICO
BERLINO. Impossibile l'exploit del Verona, vietato il miracolo Leicester. Questo, a quanto pare, è il credo di tanti tifosi tedeschi, sostenitori di squadre storiche, dal Bayern Monaco al Borussia Dortmund, dall'Union Berlino al Moenchengladbach, uniti nel mettere alla berlina chi cerca di far uscire dall'anonimato calcistico realtà piccole e finora marginali, a quanto pare non degne di entrare nell'olimpo della Bundesliga. Se fino a poco tempo fa la pietra dello scandalo era l'RB Lipsia, ora a finire nel mirino dei puristi è l'Hoffenheim e sopratutto il suo presidente, il miliardario Dietmar Hopp. Un'offensiva che ha assunto toni insostenibili e messo in grave imbarazzo sia i dirigenti dei club coinvolti, sia lo stesso sistema calcio tedesco, già alle prese con un problema di razzismo strisciante. Oggetto di striscioni e cori insultanti a Dortmund lo scorso dicembre, e poi ancora la settimana scorsa a Moenchengladbach, il patron del club biancazzurro è stato pesantemente offeso nello stadio di casa dai tifosi del Bayern, durante una partita che gli ospiti stavano vincendo 6-0. Le scene della doppia sospensione della partita, dei giocatori del Bayern sotto la curva a convincere i loro tifosi, hanno fatto il giro del mondo e non ha certo portato dei vantaggi al club campione. «Ci vergogniamo del comportamento dei nostri tifosi, via dalla curva», ha detto furioso il presidente del Consiglio di sorveglianza del Bayern, Herbert Heiner. Ieri il triste spettacolo si è ripetuto a Berlino, dove per le intemperanze dei tifosi dell'Union è stato interrotto per 6' l'incontro col Wolfsburg. A quanto pare, i contestatori non hanno intenzione di riporre gli striscioni, anche se è probabile un intervento della giustizia sportiva. Hopp, un ricco imprenditore ora 80enne ha investito molto denaro nella club dell'Hoffenmheim e secondo i detrattori avrebbe violato le regole del fair-play economico. —
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