La manifestazione
Doping, 8 anni di squalifica per il super nuotatore cinese
Sun Yang è stato sanzionato dopo aver distrutto a martellate le provette da analizzare Salterà le Olimpiadi ma rischia di perdere i 3 ori e i titoli mondiali
LIVORNO. Otto anni di squalifica per doping e probabilmente nemmeno finisce qui. Per la star cinese del nuoto, Sun Yang, vincitore di 3 ori olimpici e 12 titoli mondiali, detentore del record del mondo sui 1500 stile libero, tanto popolare in patria quanto visto con sospetto dai suoi rivali, il tribunale arbitrale dello sport ha calato ieri la sua mano pesante. Il 28enne campione, da anni al centro di polemiche per il sospetto uso di doping, è stato squalificato per aver distrutto a colpi di martello le provette con i campioni prelevati durante un controllo a sorpresa il 4 settembre del 2018. La decisione del Tas è l’ultima istanza della giustizia sportiva, resta a Yang solo l’appello al tribunale federale svizzero.
La tempistica, la gravità delle accuse e l’entità della condanna segnano l’addio del campione alle Olimpiadi di Tokyo e ancor di più alla sua carriera. Non è neanche sicura la conservazione dei titoli mondiali vinti l’anno scorso a Gwanju e le medaglie olimpiche di Rio de Janeiro e Londra. La sentenza infatti non ha valore retroattivo, ma se l’antidoping decidesse di indagare ulteriormente sui prelievi del passato c’è il rischio che la situazione di Yang possa aggravarsi.
Già nel 2014 il nuotatore cinese era incappato nelle maglie dell’antidoping, prendendosi tre mesi di squalifica per l’uso di trimetazidina, prodotto proibito. Negli ambienti sportivi gli exploit di Yang sono spesso stati guardati con sospetto, addirittura nel 2019 l’australiano Mike Horton, medaglia d’argento, rifiutò di salire sul podio dei 400 sl ai Mondiali di Gwanju; il gesto di Horton fu salutato da una standig ovation degli atleti.
A Tokyo Sun Yang sarebbe stato il grande favorito per la vittoria di 400 e 800 sl, ora invece a pochi mesi dai Giochi dovrà rincorrere la giustizia sportiva e sarà una gara difficile da vincere. La Wada aveva presentato appello contro il nuotatore ma soprattutto contro la federazione internazionale di nuoto (Fina), quest’ultima accusata di essere stata troppo morbida. Quella inflitta a Yang è la sanzione, prima della radiazione, più pesante che viene comminata nel campo del doping. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
