Il Tirreno

Sport

Graffiata dal Lione e senza reazione Che brutta Juve

Graffiata dal Lione e senza reazione Che brutta Juve

Possesso palla sterile, tanti errori e solo due tiri in porta Ai francesi basta un’occasione, al ritorno sarà difficile

3 MINUTI DI LETTURA





LIONE. Se la Champions, come ha detto Sarri, è un sogno, il rischio è quello di svegliarsi anzitempo, e male. Se questa è la Juve che cerca la Coppa dalle grandi orecchie, sarà dura. Nella notte di Lione, in quella che doveva essere una semplice tappa di avvicinamento al traguardo, vengono fuori tutte le contraddizioni di una squadra che tale ancora non è, e che difficilmente a questo punto lo diventerà. Pochi tiri in porta (a parte il finale), un infinito possesso palla incapace di penetrare una difesa, quella del Lione, che soffre anche nel non irresistibile campionato francese. A Rudi Garcia, vecchia conoscenza, è bastato disporre una squadra veloce, onesta, fresca per tappare la bocca alla Signora, che ha sbagliato amzututto atteggiamento, molle, mai convinto, quasi in punta di tacchetti.

La rinuncia alla sostanza di Matuidi per la qualità flemmatica di Rabiot non ha pagato, Pjanic è l’ombra di se stesso, gli esterni imprecisi, Dybala imbottigliato. Resta Ronaldo, unico a crederci, ma non è il Messia, non può sempre bastare come in campionato. Rimontare è possibile, certo, ma i francesi non sono una squadra comoda, e servirà una Juve ben diversa, altrimenti il sogno resterà tale.

Juve subito al centro del ring, e primo brividone al 4’ per il Lione, su cross di Cristiano Ronaldo che sfila, deviato, a pochi centimetri dal palo di Lopes. Dopo aver assistito per 20 minuti, il Lione alza improvvisamente la testa al 21’, quando su calcio d’angolo Bentancur si fa sorprendere da Ekambi che la gira di testa, palla sulla traversa con Szczesny battuto. La situazione, improvvisamente, precipita: al 30’ de Ligt resta a terra, dopo un colpo fortuito del proprio compagno Alex Sandro, perde sangue dalla testa ed è costretto alle cure a bordo campo.

Contemporaneamente il Lione attacca ed è Aouar a sfuggire a Bentancur a sinistra, cross per Tousart che si infila tra Bonucci e Danilo e la mette dentro con un tocco sporco che beffa Szczesny. Momento difficile per la Signora: al 37’ lo stadio insorge per un sospetto tocco di mano di Cuadrado in area, la Var lo scagiona. Al 41’ erroraccio Pjanic-Bonucci, Ekambi si inserisce e spara di poco alto. L’impressione, netta, è di una sbandata mentale della Juve che subisce le geometrie, semplici ma efficaci, dei francesi. Sarri cerca di scuotere le coscienze, nell’intervallo, e rientra una Juve più alta e convinta nel recupero del pallone, ma Rudi Garcia ordina tanta densità ed è difficilissimo trovare delle linee pulite: solo Ronaldo cerca strappi solitari. Dopo un’ora finisce la partita di Pjanic, non al meglio, e Sarri si gioca la carta Ramsey come mezz’ala destra con Bentancur che scala in mezzo. Poi Sarri negli ultimi 20’ si gioca il tridente con Higuain: Dybala, nel suo unico guizzo, sfiora il palo, poi l’argentino alza troppo il sinistro. All’85’ Ronaldo viene affossato in area, per Manzano tutto regolare. Poi toccca a Higuain sprecare sotto porta. Dybala trova il gol all’89’ ma è fuorigioco. Finisce male. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa