Sicurezza
Il ciclone Coronavirus sulla serie A: si pensa a partite senza pubblico
A porte chiuse: ma quando? E non mancano i problemi organizzativi
Davanti ad emergenze sanitarie importanti come il Coronavirus, il calcio e lo sport devono fare un doveroso passo indietro. E allinearsi, senza se e senza ma, alle decisioni della politica sanitaria: ecco perchè buona parte del calcio di serie A si è fermata senza fiatare, così come basket, pallavolo, golf e altre discipline hanno vIssuto una domenica strana, diversa, vuota. Ma si guarda avanti, e gli interrogativi sono tanti: sono ore convulse, queste, per il governo del pallone italiano ed europeo. Ore in cui si dovranno prendere decisioni rapide per garantire la regolarità del campionato, e soprattutto per cercare di farsi largo tra un calendario compresso allo spasimo.
Recuperare le quattro partite saltate nella giornata di ieri (Inter-Samp, Torino-Parma, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari) diventa quasi una missione impossibile tra campionato, Coppa Italia, nazionali e Coppe Europee. C’è il rischio, tangibile, di recuperare proprio nella settimana dell’ultima di campionato: in tal caso, ci sarebbe da attendersi molte proteste e polemiche. Non dimentichiamo, poi, che questo è l'anno dell'Europeo e che quindi non si può travalicare il paletto temporale del 24 maggio. I tifosi sono preoccupati anche degli effetti che il contagio avrà sulla Serie A e hanno cominciato, via social, a manifestare domande, dubbi e riserve a chiare lettere, temendo che i rinvii possano essere solo l'inizio, la punta dell'iceberg di un effetto a catena che nei prossimi giorni potrebbe allargarsi ad altre partite, a cominciare da Juventus-Inter del primo marzo, l’evento più atteso. Si tratta insomma di una strada tortuosa e stretta (dove si inseriscono anche i due appuntamenti della nazionale, il 27 marzo Inghilterra-Italia e il 31 marzo Germania-Italia) soprattutto per l’Inter, impegnata oltre che nella corsa scudetto anche nella semifinale di Coppa Italia e in Europa League, già giovedì contro il Ludogorets a S.Siro.
A proposito, pare che l’intenzione sia quella di giocarla, quella partita, a porte chiuse o in campo neutro, lontano dall’epicentro del focolaio. Considerando il più che probabile passaggio agli ottavi (in Bulgaria i nerazzurri hanno vinto 2-0), non ci sarebbero date utili al recupero dell'incontro con la Samp fino all'8 aprile. Ma avanzando nel torneo, com’è possibile, il match contro la formazione di Claudio Ranieri rischierebbe di slittare ancora, anche considerando che la squadra di Conte giocherà il 5 marzo la semifinale di Coppa Italia a Napoli. Se l'Inter dovesse andare avanti in entrambe le competizioni, la prima data utile per il recupero di Inter-Samp sarebbe il 20 maggio, appunto il mercoledì prima dell'ultima di campionato. Ecco perchè la soluzione che si starebbe studiando in queste ore, a livello di governo e Lega calcio, è quella di far disputare le partite a porte chiuse, già a partire da quella di giovedì dell'Inter. «Penso che sia un problema serio e importante quello che sta accadendo in Italia, sono d'accordo se si dovranno fermare le partite di campionato», ha detto ieri il tecnico della Lazio Simone Inzaghi. «Fermo restando che secondo me in questi casi la prevenzione è importantissima - aggiunge -. E penso che tutti si siano mossi nel modo migliore.
Le porte chiuse? Assolutamente no. Il succo del calcio sono i tifosi, anche se non bisogna sottovalutare quello che sta capitando. Ci stiamo muovendo nella direzione giusta - sottolinea Inzaghi -. Il calcio resta dei tifosi, penso a oggi, con i tifosi del Genoa splendidi e quelli della Lazio impressionanti. E' giusto vivere il calcio con le tifoserie. Per questo bisognerà cercare di porre rimedio a questa grandissima problematica». Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è in costante contatto con il ministro dello sport Spadafora. «Credo che in questo momento il mondo dello sport non debba andare per conto proprio - spiega – è giusto fermarsi, bisogna essere allineati con le disposizioni delle autorità preposte. In primis il governo. Sarebbe stato sbagliato e inelegante se si fossero anticipate le mosse del governo, parliamo di tante manifestazioni sportive non solo di calcio. Le partite a porte chiuse al momento è una delle tante ipotesi sul tavolo del governo, che lo sta prendendo seriamente in considerazione ma ci sono due problemi non di poco conto: da un lato i biglietti già venduti con società che si dovrebbero far carico dell'aspetto economico, dall'altro se si decide nel giro di poche ore di giocare a porte chiuse, con la gente che ha già comprato i biglietti e magari già è in marcia verso lo stadio, potrebbe esserci un problema di ordine pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
