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Italrugby, zero assoluto

Alessandro Cecioni
Italrugby, zero assoluto

Nemmeno un punto con la Scozia, che vince a filo di gas

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Sconfitta numero 25 per l’Italia del rugby, vittoria che in casa manca ormai da sette anni (22-15 con l’Irlanda nel 2013), nonostante i proclami della vigilia, nonostante i quasi 55mila sugli spalti (7mila scozzesi). Ma non è perdere 17-0 con la Scozia (tre mete subite con Hogg, Harris, e Hastings) che fa male, ma come arriva la sconfitta. Con gli azzurri messi in difficoltà all’inizio in mischia, non avanzanti nelle maul dopo le touche né nel gioco alla mano. Bene, a tratti, solo in difesa con 5 placcaggi dominanti solo nel primo tempo e un bel muro sulla linea di meta in un paio di occasioni. Per il resto passaggi da fermo, nessuno schema di attacco, lentezza, punita, nei punti di incontro. Rispetto alla partita con la Francia pare un passo indietro, ma non la vede così Franco Smith, ct azzurro. «Non ho visto passi indietro o disastri, se guardi bene la partita abbiamo giocato contro una Scozia molto determinata, abbiamo fatto 250 placcaggi, creato opportunità che non abbiamo saputo sfruttare, ma non posso dire che i ragazzi non abbiano messo tutto sé stessi nel match. In mischia e in maul siamo stati pari. C’era nervosismo, forse, perché ogni partita che non vinciamo fa aumentare la pressione sulla squadra. La preparazione fisica? Dobbiamo fare uno step ulteriore».

E’ vero, l’Italia, soprattutto nel primo tempo è riuscita a creare problemi alla difesa scozzese.

Una volta con un bel contrattacco di Bellini, nel quale forse si è anticipato troppo il riciclo su Morisi agguantato da un tre-quarti della Scozia, un’altra volta Hayward non ha visto Minozzi lanciato al largo, nella terza infine la beffa più grande. Buco di Polledri che penetra nei 22 avversari e dà all’interno dove si inserisce uno scozzese, parte un contrattacco sul quale l’Italia potrebbe avere ancora la meglio, ma Canna sbaglia il calcio di liberazione, riprendono gli scozzesi passaggio a Hogg che brucia tutti e va in meta. Questa volta il capitano gallese, memore del clamoroso errore che contro l’Irlanda è costato la partita ai suoi (palla persa mentre l’appoggiava in meta), si tuffa abbracciando stretto il pallone. E’ il 5-0 con cui si chiude il primo tempo.

Anche perché gli azzurri non piazzano due calci di punizione sullo 0-0 e ne sbagliano uno da 45 metri allo scadere (palo di Allan). «La scelta di piazzare o meno è collettiva, la prendiamo sul campo - dice Tommaso Allan – noi vogliamo fare mete ed eravamo fiduciosi sulla nostra maul avanzante. Quello che ho tirato era molto lontano». La chiave del match?

«Confermo, punti di incontro. E’ difficile riuscire a organizzare sequenze di gioco in attacco se loro ti prendono il pallone. Canna primo centro? Mi sembra che funzioni bene – dice ancora Allan – ci troviamo, muoviamo la palla. Certo non siamo riusciti ad andare al largo come volevamo”.

“Siamo amareggiati e delusi – dice Alessandro Zanni, 119° cap azzurro – abbiamo commesso diversi errori nella gestione del pallone nelle occasioni che avevamo creato. Dobbiamo essere più cinici quando andiamo nei 22 avversari e tornare con dei punti per mettere pressione agli altri.

Loro ci hanno creato problemi in touche e nelle maul avanzanti. La delusione viene anche dal fatto che siamo sicuri che con una gestione diversa alla fine il risultato poteva essere un altro”. Prossima partita in Irlanda il 7 marzo, con gli irlandesi che oggi a Twickenham si giocano con l’Inghilterra (ore 17 diretta su DMax) la possibilità di restare in corsa per il Sei Nazioni, Sei Nazioni nel quale la grande favorita ora è la Francia che ieri ha battuto il Galles a Cardiff per 27-23. —



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