Sicurezza
Offese sul profilo Instagram dell’arbitro: un mese di squalifica al giocatore...da tastiera
MONTECATINI. Chi di social ferisce. . . di squalifica perisce. La Valdinievole è da sempre luogo di aspre e rudi contese in ambito calcistico. Tanti i derby, il campanile l’ha sempre fatta da padrone. Col tempo pian piano, tali confronti, hanno perso un po’ i loro connotati originali, affievolendo i toni agonistici e smussando angoli troppo acuti in fatto di polemica ed educazione. A livello giovanile, tale percezione è meno presente anche se nelle fasce maggiori è molto più facile di allora che scoppi una scintilla dal nulla. E da questa scintilla può divampare un incendio, fomentato pure dalla poca educazione sugli spalti, difficilmente domabile. Inoltre, c’è l’ingombrante presenza di un arma, spesso impropria, quale Internet, strumento preferito dalla “meglio” gioventù (non solo quella dedita alla pratica del football, a proprio agio davanti a schermo e tastiere piuttosto che sul rettangolo di gioco. Ed è proprio il Pc, o l’indispensabile smartphone il protagonista della nostra storia che inizia su uno dei tanti canpi della Valdinievole. Il campionato in questione riguarda la categoria Allievi, ragazzotti di 17 anni convinti di essere uomini fatti. È una gran bella partita, altalenante nel risultato e nell’andamento. Al triplice fischio il punteggio è un 4-3 di messicana memoria. Non ci sono però gli abbracci fra gli stremati atleti in maglia bianca ed azzurra di quel lontano 1970 all’Azteca, ma le ripetute offese e le minacce di chi ha perso, sostenitori e genitori compresi, nei confronti del giovane direttore di gara. Secondo il bollertino ufficiale della Figc, si tratta della squadra del Montecatinimurialdo.
Scene purtroppo viste e riviste che dimostrano la totale mancanza di senso civico in senso generale. Ma il bello deve ancora venire perché raggiunta la propria abitazione ed accesso il computer, il malcapitato direttore di gara trova sul proprio profilo Istagram ulteriori minacce ed offese da parte di un altro giocatore della società perdente. Incassato il tutto, l’arbitro non fa altro che lo screen shot della pagina e la allega al rapporto. Un atto decisamente opportuno visto che dal luglio dello scorso anno, come molti sanno, la Figc ha introdotto sanzioni disciplinari per chi usa i vari social in maniera offensiva e lesiva verso i bistrattati fischietti. Morale della favola: multa salata alla società per le offese in campo e per la responsabilità oggettiva, due mesi (pochi) di squalifica all’autore dello sputo ed un mese a colui che ha usato il social network nel modo più sbagliato possibile. Magari un’occhiata da parte dei “grandi” a cosa c’è sullo schermo della progenie non farebbe male. Basterà la lezione? Dubitare è lecito . —
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