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Clamoroso: City fuori dall’Europa. Violato il Fair Play finanziario

Pep Guardiola, allenatore del Manchester City
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Pep Guardiola, allenatore del Manchester City

Il Manchester avrebbe “gonfiato” le entrate delle sue sponsorizzazioni. Preannunciato il ricorso, ma per due stagioni la Champions perde una delle big

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LONDRA.  Il Manchester City è stato escluso dall'Uefa dalla Champions League per due stagioni per aver violato le regole del fair play finanziario. Oltre all'esclusione, al City l'Uefa ha anche comminato una multa di 30 milioni di euro. Ora il club inglese potrà appellarsi al Tas di Losanna. Secondo quanto riporta la Bbc, il club si è detto «deluso ma non sorpreso» e presenterà appello.. Il City è stato ritenuto colpevole dal Club Financial Control Body, la commissione di controllo finanziario della Uefa, di aver gonfiato le entrate delle sue sponsorizzazioni. La commissione ha considerato autentiche quindi le mail pubblicate dallo Spiegel nel novembre 2018. Il carteggio raccontava che il proprietario del City, lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, era in realtà anche il principale finanziatore del mega sponsor da 67,5 milioni di sterline di Etihad. In una delle email risultava che solo 8 milioni di sterline di quella sponsorizzazione arrivano direttamente dalla compagnia aerea, mentre il resto proveniva dal veicolo aziendale che lo sceicco Mansour ha usato per comprare il City, il gruppo Abu Dhabi United. Il Manchester City ha sempre negato l’autenticità di quelle email. Lo Spiegel in un primo momento ha coperto l’identità della sua fonte, che poi si è scoperto essere un cittadino portoghese, Cui Pinto, ora accusato in Portogallo di 147 casi legati a pirateria informatica.

Il Manchester City «è deluso ma non sorpreso» dall' annuncio di ieri da parte della Camera giudicante dell'Uefa - che ha escluso il club dalle coppe europee per le prossime due stagioni per le violazioni alle regole del fair play finanziario e, in una nota, ha annunciato che farà ricorso «il prima possibile» al Tas di Losanna perché a giudicare «ci sia un organo indipendente». «Nel dicembre 2018, il capo investigatore della UEFA ha anticipato pubblicamente il risultato e la sanzione che intendeva imporre al Manchester City - scrive il club nella nota pubblicata sui profili social - anche prima di iniziare qualsiasi tipo di indagine. Il Club ha presentato un reclamo formale all'organismo disciplinare UEFA, un reclamo che è stato convalidato da una sentenza TAS. Fondamentalmente, è un caso avviato dall'UEFA, indagato dalla UEFA e giudicato dalla UEFA. Con la conclusione di questo processo discriminatorio, il Club cercherà di ottenere un processo imparziale il più rapidamente possibile e, pertanto, avvierà il prima possibile un procedimento dinanzi al Tribunale dell'arbitrato sportivo».

Inutile dire che la decisione, se confermata, potrebbe cambiare radicalmente gli scenari di mercato con Pep Guardiola e molte delle sue stelle che a questo punto potrebbero essere tentati dal cambio di squadra. I prossimi giorni saranno decisivi.
 

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di Redazione web