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FIORENTINA: PARLA IL NUOVO ACQUISTO 

Lezione Kouamè: razzismo? Rispondo con una risata

Brunella Ciullini
Lezione Kouamè: razzismo? Rispondo con una risata

«Ai tempi della Sestese un avversario mi disse una brutta frase, a me non interessa. Sono aperto, solare con tutti»

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FIRENZE. «Vista la situazione difficile bisogna fare punti ma al tempo stesso programmare la prossima stagione perché la volontà è allestire una Fiorentina fortemente competitiva». Si spiegano anche così, attraverso il ds Pradè, le operazioni varate a gennaio, con il club viola fra i più attivi al di là di una classifica che non fa dormire sonni tranquilli come ammesso anche da Rocco Commisso, ieri ospite della sede del Consiglio regionale della Toscana dove ha tenuto lezione a un gruppo di studenti americani: «Se sono preoccupato? Lo sono ogni giorno ma sono anche fiducioso del fatto che la squadra riuscirà a risalire, domenica sarò a Genova per sostenerla come sempre, prima di rientrare negli Stati Uniti». E sullo stadio: «Quel che dovevamo dire lo abbiamo scritto sul comunicato di martedì, ora prendiamoci un po' di tempo», ha ribadito ieri confermando invece l'ottimismo sul nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli che dovrebbe essere pronto entro il 2021. Adesso però tutti i pensieri sono per la squadra e i prossimi impegni a iniziare dalla sfida delicatissima quanto importante con la Samp contro cui Iachini recupera Duncan finora out per problemi fisici. Mancherà invece ancora l'altro neo acquisto, Christian Kouamé, infortunatosi al crociato lo scorso novembre. «Potrei dire che con lui, Ribéry, Chiesa, Cutrone e Vlahovic l'attacco per l'anno prossimo sembrerebbe già a posto, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi», ha ammesso Pradè presentando l'attaccante ivoriano arrivato dal Genoa e cresciuto in Toscana nella Sestese e a Prato: «E' un investimento per il futuro, forse sarà pronto in aprile ma non gli mettiamo fretta», ha aggiunto il ds. «Stavo per trasferirmi al Crystal Palace ma poi mi sono fatto male ed è saltato tutto - ha raccontato il giocatore - ma nessun rimpianto, era destino, lo stesso che mi ha portato con gioia a Firenze». Maglia numero 9, Drogba e Eto'o come idoli e l'ambizione di arrivare a quei livelli. «Quanto al razzismo - ha spiegato - in Italia ho vissuto un solo episodio, quando ero negli Juniores della Sestese: un avversario continuava a entrare duro e ad un certo punto punto mi apostrofò 'negro di m...a'. Gli sorrisi dicendo che il suddetto negro con i suoi dribbling lo stava facendo uscire di testa, poi un mio compagno avvisò l'arbitro che lo espulse. A me più dicono certe cose più ci rido sopra. Sono un ragazzo aperto, solare, che va d'accordo con tutti».—

Brunella Ciullini

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