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COPPA ITALIA: SEMIFINALE DI ANDATA 

Gattuso, il delitto perfetto Ruiz abbatte un’Inter pallida

Gattuso, il delitto perfetto Ruiz abbatte un’Inter pallida

Difesa e contropiede, Ringhio azzecca la partita con il sistema tattico più antico Conte schiera nella ripresa tutti i suoi assi, non basta. Napoli vicino alla finale

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MILANO. Il delitto perfetto. Regia di Gennaro Gattuso e del suo Napoli. Che , dentro un periodo non certo roseo, decide di giocarsela alla vecchia maniera: tutti sotto la palla e via con le ripartenze (contropiede) sfruttando i non pochi errori di un’Inter distratta, mai veramente dentro la partita. Il giochetto riesce, perché dai e dai le occasioni alla fine arrivano. Sulla prima Padelli stoppa Zielinski, sulla seconda Fabian Ruiz pesca il jolly. Vittoria ottenuta con armi antiche, ma non del tutto immeritata: il Napoli ha mostrato di crederci, si è sacrificato di squadra, ha chiuso ogni spiraglio davanti a un’Inter che come spesso le accade in questa stagione ha sprecato quasi un’ora di gioco a girar palla e cercare l’ampiezza senza mai accelerare, cercare l’uno contro uno. Proprio quello che Gattuso sperava per alzare la sua robusta palizzata e provare le incursioni improvvise.

Partita di rara bruttezza, bloccatissima sul piano tattico. Il Napoli si mette, con umiltà, dietro la linea della palla e si limita ad aspettare, chiudendo le fasce e raddoppiando sempre su Brozovic. Ci vorrebbe velocità nel giro palla e cambi di gioco per liberare Biraghi e Moses, ma sembra un’Inter pallida controfigura di quella, affamata e veloce, del derby. Questione di stimoli (ma non ditelo a Conte) o magari di un inconscio desiderio di risparmiare energie in vista dello contro al vertice di domenica sera all’Olimpico. Fatto sta che Lautaro, che scalpita dopo la squalifica e Lukaku non ricevono lo straccio di un pallone giocabile. Tutta manna per Gattuso, che deve rinunciare a Insigne infortunato e sceglie Elmas come elastico a sinistra, spesso sulla linea di Callejon e Mertens. Il risultato di questi limiti, e delle alchimie tattiche incrociate, partorisce un primo tempo da taccuino bianco, salvo la parata di Padelli su Zielinski poco prima del thè caldo.

La perla tecnica di Fabian Ruiz al 56’ è la chiave per aprire una partita chiusa, antipatica, difficile, senza sale. Fatta di giro palla lenti e stucchevoli. La partita deve aprirsi, giocoforza, anche perché Conte si gioca tutte le fiches, prima Eriksen e poi Sanchez, con un assetto sbilanciatissimo, a caccia dell’ennesima rimonta della stagione. La speranza di Conte era quella di trovare nel finale il guizzo che avrebbe consentito all’Inter di inseguire la finale di Coppa Italia con qualche chance in più: adesso invece sarà dura. Anche se forse, nessuno, in società, ci perderà il sonno. —

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