La manifestazione
Sarri, il problema: nessuno lo segue
Per un fenomeno che si è ritrovato c'è una squadra che si è persa, con un allenatore che sembra in confusione. La Vecchia Signora non riesce a tenere il passo del suo uomo-copertina, e se non basta neanche un Ronaldo in formato Champions per vincere in campionato, allora c'è da preoccuparsi. La verità è che la Juve quest'anno raramente ha convinto sul piano del gioco. Al contrario, spesso sono stati i fuoriclasse, con i loro colpi vincenti, a nascondere le lacune tattiche e le difficoltà negli altri reparti. Non è andata così contro il Verona, squadra vera che gioca a tutto campo mostrando un calcio di ottima qualità, nonostante gli interpreti non di primo livello. I problemi della Juve partono dal centrocampo lento, compassato e a tratti lezioso, schiacciato dalla garra degli avversari che portavano sempre la superiorità numerica sul pallone.
Vero: la Juve ha tirato tanto in porta ed è stata sfortunata in alcune circostanze, ma anche se avesse vinto, il giudizio sulle carenze strutturali e sul disordine tattico sarebbe rimasto lo stesso. Sarri ha subìto una severa lezione da Juric, un tecnico che merita tutti i riconoscimenti senza troppi riferimenti ai suoi maestri: sarà anche un "figlioccio" di Gasperini, ma sta facendo un lavoro ancor più ammirevole, vista la caratura della squadra, fatta di tante scommesse e con l'obiettivo iniziale, neanche scontato, della salvezza. Se il Verona gioca proprio come vuole il suo allenatore, lo stesso non si può certo dire della Juventus.
E qui siamo al paradosso: c'è un tecnico che vuole praticare un certo tipo di calcio, ma c'è una squadra che non lo segue. Il tecnico allora stravolge vorticosamente la squadra (quante volte ha cambiato il tridente iniziale?) ma così facendo allontana sempre di più la possibilità di trovare la giusta impostazione di gioco. In casa bianconera i valori individuali restano immensi, ma non è detto che bastino per vincere lo scudetto e a maggior ragione per puntare alla Champions, il vero obiettivo per cui prima è stato acquistato CR7 e poi è stato cambiato allenatore. Non so se Inter e Lazio sapranno tenere il passo dei bianconeri fino al termine della stagione, ma di sicuro sono due squadre con una identità precisa. La stessa identità che Sarri dovrebbe riuscire a recuperare il più in fretta possibile, per non corroborare l'idea che sia sì un bravo tecnico, ma che si trovi in un ambiente a lui non congeniale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
