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Il derby più folle: da 0-2 a 4-2 e l’Inter vola in vetta

Alessandro Bernini
Il derby più folle: da 0-2 a 4-2 e l’Inter vola in vetta

Dominio del Milan nella prima frazione ma a inizio ripresa c’è la svolta De Vrij la ribalta e in pieno recupero il solito Lukaku mette il sigillo al risultato

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Chiedete a un interista come sognava di vincere un derby. Una delle partite più folli viste a San Siro, nasce con un Milan che domina (0-2 all’intervallo) e finisce con tutta l’Inter a festeggiare sotto la Curva Nord dopo una rimonta pazzesca (4-2) che spedisce Conte al fianco di Sarri sul tetto della classifica.

Si è visto di tutto. Per un tempo è stato il miglior Milan della stagione ma stavolta l’Inter ha tirato fuori dal cilindro una dose di cinismo devastante. Sì, cinismo, perché non è stata una grande Inter, anzi, sotto il profilo del gioco la sofferenza è stata evidente. Ma averla vinta ti lascia la sensazione che Conte abbia davvero trasmesso quella mentalità da grande squadra che negli ultimi anni era stata meno di un optional. E va ricordato che l’Inter l’ha vinta senza Lautaro Martinez (il suo miglior uomo) e senza Handanovic la cui assenza ha lasciato il segno (Padelli ne ha combinate un paio non da poco).

Guardate la classifica lassù. Che spettacolo. Erano anni che il campionato di serie A non regalava tanto equilibrio. Il Milan avrà bisogno di tempo (e acquisti) per tornare in quei quartieri ma dei segnali positivi iniziano ad arrivare.

Di certo nessuno si aspettava un impatto di partita del genere. Inter fragile, impaurita, Milan aggressivo e quasi in costante possesso di palla. La scelta di inserire Sanchez accanto a Lukaku non paga, Pioli lascia Ibra davanti a fare la guerra con tutti e infoltisce in centrocampo. E così il primo tempo diventa quasi un monologo, tranne un paio di ripartenze dell’Inter.

Il primo squillo è di Calhanoglu che spara a botta sicura ma colpisce il palo. Il Milan insiste, non cede un millimetro e passa al 40’: Ibra salta in testa a Godin e mette in mezzo, Padelli sbaglia l’uscita e Rebic quasi non ci crede di ritrovarsi un pallone tra i piedi solo da spingere dentro.

È un uno-due micidiale quello che piazza il Milan: in piena recupero Ibra tutto solo colpisce di testa, l’inzuccata non è granché ma Padelli anche qui sbaglia ed è 2-0 col quale si va all’intervallo.

Ma l’inizio di ripresa è pazzesco con l’Inter che nel giro di 2’ la riprende. Prima è Brozovic (al 6’) che trova un siluro dai 25 metri che si infila nell’angolino alla destra di Donnarumma, poi è Vecino che raccoglie l’assist di Sanchez (non in fuorigioco per un millimetro) e col piattone firma il 2-2. Incredibile, partita da rifare.

E proprio quando, minuto dopo minuto, il Milan ti dà la sensazione di aver ripreso a macinare gioco, ecco la terza scossa elettrica micidiale dell’Inter: stavolta è De Vrij che con un avvitamento quasi contro natura, trova il colpo di testa che va a infilarsi sul secondo palo.

Tre quarti di San Siro (l’Inter giocava in casa) vieni giù e molti quasi non ci credono. Conte riequilibra la squadra, inserisce Eriksen, arretra Vecino e si risistema 3-5-1-1. Una punizione calciata dall’infinito di Eriksen va a sbattere sull’incrocio dei pali, e così la partita resta aperta. Il finale si gioca a mille all’ora, le squadre si allungano, il centrocampo sparisce, l’Inter si divora un paio di contropiedi d’oro, poi Ibra di testa prende in pieno il palo (ma, in caso di gol, poteva esserci un fallo).

Il gol lo segna invece Lukaku al 93’ di testa, su cross di Moses. La zampata che chiude la partita e ora fa davvero sognare l’Inter. —



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