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LA SFIDA DEL BENTEGODI 

Verona ritorna fatale, ci casca anche la Juve Favola Pazzini: entra e punisce la capolista

Verona ritorna fatale, ci casca anche la Juve Favola Pazzini: entra e punisce la capolista

Capolavoro di Ronaldo, poi il crollo verticale: problemi atletici e di personalità per la Signora. Che spettacolo il gioco di Juric

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VERONA. La fatal Verona, anche per la Juve. Che cade al Bentegodi e certifica un malessere, quello di non riuscire mai a chiudere le partite: un deficit di personalità, di attenzione che potrebbe anche costare caro nella corsa per lo scudetto: ora Inter e Lazio possono saltarle addosso. Risultato giusto, perchè il Verona di Ivan Juric è la realtà tatticamente più bella della serie A. Un concetto di calcio innovativo, poco legato agli schemi, feroce nell’applicazione, nel pressing, nel gioco palla a terra. Una squadra che è un piacere guardare, con la favola finale di un vecchio bucaniere, Giampaolo Pazzini da Monsummano, che sigilla una vittoria storica dal dischetto. La Juve ha dei limiti, soprattutto a centrocampo e sugli esterni: non sempre può affidarsi al fenomeno col numero 7 per salvare la pelle.

Che bel Verona. Zero timore, produce il proprio calcio atipico, avvolgente, molto fisico, e la Juve è costretta a schiacciarsi perchè il ritmo scaligero è altissimo. Al 10’ Szczesny deve volare su tiro di Faraoni, poi in mischia Rrahmani manca la deviazione fatale. Il problema per Sarri è che i gialloblù arrivano sempre primi sui palloni vaganti, e così la Signora passa a stento la metà campo. Al primo errore di posizionamento, però, Douglas Costa trova una prateria che si divora in pochi passi prima di esplodere un sinistro micidiale che fa vibrare a lungo la traversa.

Al 22’ l’episodio che tutto il Bentegodi contesta: punizione di Faraoni, stacco di Kumbulla che, complice uno Szczesny incerto, la mette dentro: conciliabolo al Var e gol annullato per un millimetrico fuorigioco. Partita senza un attimo di respiro: al 35’ si vede finalmente CR7, che da sinistra disegna un destro sporco che bacia il palo e torna in campo. Al 40’ ancora Ronaldo che dopo un doppio passo a velocità da cartone animato non trova il palo lungo con un destro a girare.

Si riparte e cìè subito gran lavoro per l’arbitro Massa: prima lascia giocare su un tocco di mano (lungo il corpo) di Rrahmani, poi glissa anche sul contatto in area tra Cuadrado e Zaccagni. Sarri cerca la scossa con Dybala al posto di Higuain, e la mossa riesce subito: l’agentino lavora una palla difficile e la scarica su Ronaldo che parte in velocità, ottiene il triangolo, si mangia Rrahmani uno contro uno e batte Silvestri con un destro non fortissimo ma preciso: la differenza la fanno i fuoriclasse, come la storia del calcio insegna.

Juric deve inventarsi qualcosa, adesso, e rischia Pazzini. Che si segnala subito con una girata di testa da vecchio bucaniere, Szczedsny blocca. Al 75’ il lampo del Verona: errore puerile della difesa bianconera che perde una palla in uscita coln Pjanic, sulla palla vagante si avventa Borini che da posizione non facile batte Szczesny. La partita cambia di colpo: e all’86’ un tocco di mano di Bonucci, visto dal Var, porta al rigore che Giampaolo Pazzini, proprio lui, trasforma nella bolgia del Bentegodi. Incredibile, ma mica poi tanto. —

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