Sicurezza
Eriksen, trampolino per il derby nerazzurro Ibra è ancora un rebus
Il danese alle spalle di Lukaku e Sanchez, lo svedese in bilico Conte: il Milan non vale la sua classifica. Pioli: gara-chiave
MILANO. Una striscia di tre derby vinti consecutivi, nessuna sconfitta nelle ultime sette stracittadine, 19 punti di vantaggio in classifica e in piena corsa scudetto. L'Inter arriva alla sfida con il Milan da netta favorita, ma forse anche per questo Antonio Conte non si fida. «Il derby nasconde insidie, le difficoltà aumentano, perché c'è voglia di primeggiare in città - le sue parole in conferenza stampa -. Il derby di Milano è un derby importante ma dovremo concentrarci sulla partita e soprattutto sui tre punti, dobbiamo fare la nostra strada. Iniziamo un ciclo di partite importanti che potranno dire di più sul nostro percorso». Una sfida insidiosa, anche perché, secondo il tecnico nerazzurro, la classifica non dice la verità sul Milan di Pioli. «È un'ottima squadra, vale molto più dei punti che ha in classifica - l'opinione di Conte -. Ha aggiunto un campione come Ibrahimovic che ha portato esperienza, consapevolezza, fiducia. Ha giocato sia nell'Inter che nel Milan, anche per lui sarà partita da emozioni forti. Ma noi dovremo concentrarci sui punti che questa partita ci può dare». Anche perché «è la squadra che vince il derby» più dei singoli, spiega Conte, che poi non scioglie le riserve sull'utilizzo di Handanovic, alle prese con un'infrazione al mignolo della mano sinistra: «Non mi piace parlare degli infortunati, ci sarà un referto medico». Le speranze che il capitano interista sia della partita sono comunque ridotte, con Padelli pronto a prendere il suo posto. Il portiere non è l'unico dubbio di formazione che Conte si porta dietro, anche a livello di modulo. In settimana ha infatti provato un 3-5-1-1 con Eriksen a supporto di Lukaku, alternativa al classico 3-5-2 con Sanchez accanto al belga in attacco.
E Ibra? Un mistero. Ufficialmente la decisione sul suo impiego nel derby verrà presa soltanto in mattinata, ufficiosamente lo svedese sta correndo contro il tempo esserci, anche a costo di giocare sul dolore per quell'affaticamento al polpaccio che non gli concede tregua da più di una settimana. E, probabilmente, la sua volontà ferrea gli permetterà di partecipare alla corrida. Non è solo pretattica, quindi, e non mentiva Pioli quando in conferenza ha liquidato il tutto con un «vedremo» che aveva tanto il sapore di boutade. Se Ibrahimovic giocherà titolare, come tutto fa presupporre, non sarà però in perfette condizioni ma rappresenterà al meglio l'animo pugnace del Milan, alla disperata ricerca di punti Champions per non staccarsi troppo dal treno Atalanta. Pioli lo sa e lo evidenzia, come ennesimo atto di ammirazione: «Dovremo avere tutti la sua faccia. Carica, entusiasta e determinata».
Ibrahimovic, infatti, è un esempio a Milanello e la sua perseveranza fomenta tutti, compagni e lo stesso Pioli: non fosse stato il derby, lo svedese domani si sarebbe accomodato in tribuna accanto alla dirigenza, non forzando i tempi di recupero. Ma questa non è una partita come le altre, è una molla emozionale per il proseguo della stagione. E quindi va giocata ad ogni costo. I favori del pronostico sono altrove (lo dice la classifica, con 19 punti di svantaggio sull'Inter) ma Pioli non vuole partire battuto già nel tunnel e «non invidia» Conte, con cui nel 2013 aveva avuto un vivace battibecco dopo un Bologna-Juventus: «Giochiamo contro una squadra che non perde da tantissimo tempo ma dobbiamo farlo al massimo delle nostre potenzialità.
Serve una prestazione battagliera, arriviamo bene, stiamo bene e ce la vogliamo giocare».
Ore 20,45(Sky)
INTER (3-4-1-2): 27 Padelli, 2 Godin, 6 De Vrij, 37 Skriniar; 11 Moses, 23 Barella, 77 Brozovic, 15 Young; 24 Eriksen; 9 Lukaku, 7 Sanchez .
MILAN (4-4-2): 99 G. Donnarumma; 12 Conti, 22 Musacchio, 13 Romagnoli, 19 Hernandez; 7 Castillejo, 79 Kessie, 4 Bennacer, 10 Calhanoglu; 21 Ibrahimovic.
ARBITRO: Maresca di Napoli.
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