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«Trattateci alla pari» Commisso non arretra e chiede equità alla Figc Nicchi: sono disgustato

Brunella Ciullini
«Trattateci alla pari» Commisso non arretra e chiede equità alla Figc Nicchi: sono disgustato

Il patron viola: non sono stato elegante, ma basta con i torti Nedved? Gli danno troppa importanza. Gravina: ha esagerato

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Botta e risposta fra il presidente dell'Associazione arbitri Marcello Nicchi e il presidente della Fiorentina Rocco Commisso all'indomani del duro sfogo dello stesso magnate italo-americano contro la direzione di gara di Juventus-Fiorentina.

«Non voglio esprimermi sulle sue parole, dico solo che gli arbitri italiani sono, usando lo stesso termine che è stato usato, disgustati da certi comportamenti». Il commento del patron viola non si è fatto attendere e in serata è arrivato attraverso Radio Bruno: «So di non essere stato elegante ieri, ma a Nicchi daremo una risposta come società alle sue dichiarazioni, gli arbitri non devono essere giudici, non possono intervenire. E tranquillo non lo sarò mai, perché ho già visto troppo. Perché Nicchi non va a vedere tutti questi 'incidenti' che ci sono capitati?»'

. I due non si sono incrociati a Coverciano per l'assegnazione della Panchina d'oro, Commisso si è recato al centro federale per incontrare il presidente federale Gravina e fargli le proprie rimostranze, con il patron viola anche il figlio Joseph e il dg della Fiorentina Joe Barone: «'Sono andato a Coverciano per parlare con lui, non voglio favori da nessuno - ha precisato il presidente viola - solo rispetto per la Fiorentina e per Firenze, e comunque non più di altri, bensì uguale agli altri. Non avevo ancora mai incontrato Gravina, è stata la prima volta. Mentre con Nicchi non mi sono visto. Dopo quanto visto a Torino, ma prima ancora c'erano stati altri episodi a Napoli, col Genoa, con l'Inter, alla fine sono scoppiato'».

Commisso è tornato anche a parlare della Juve: '«Con Agnelli c'è sintonia e quando i bianconeri sono venuti a giocare a Firenze ho ringraziato Buffon per quanto ha fatto anche con la Nazionale, ho parlato anche con Sarri, l'unico che non mi ha salutato è stato Nedved, non so chi gli dia tutta quest'arroganza e questa importanza, anche per questo mi ha fatto arrabbiare ieri la sua battuta sul thé. Pradè e Barone non hanno mai fatto queste cose, ho rispetto per Elkann che peraltro a suo tempo mi chiese perché proprio io, juventino, avevo preso la Fiorentina»'. Infine ha lanciato un messaggio in vista della sfida con l'Atalanta: «'Sabato prossimo non voglio scenate e ai nostri tifosi dico fare i bravi, gli sfottò ci stanno ma lasciamo stare Gasperini»'.

«Lo sfogo di Commisso credo possa essere ritenuto legittimo da parte sua e non condivisibile da parte mia -ha spiegato il presidente federale Gravina - però capisco che in un momento di grande criticità forse anche per il risultato ci possono essere reazioni di questo tipo. Ma non può giustificare una alzata di toni come nelle ultime 24 ore. Il calcio deve riacquistare serenità nelle espressioni e nei giudizi. Dirigenti e società non fanno bene ad esasperare gli animi, dobbiamo essere anche noi come istituzione a mantenere profilo basso», ha aggiunto Gravina. —



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