Sicurezza
LE PAGELLE
7 SCZESNY. Poteva andare peggio, molto peggio alla Juve senza il portieorne polacco. Che all’alba della partita disinnesca Lirola e Chiesa, che ci prova di tacco da pochi metri.
6 CUADRADO. Tanti palloni giocati, ma nessuno memorabile. Discreto presidio della destra, dove infatti Dalbert non incide.
7 DE LIGT. Continua a crescere, in maniera esponenziale. Cutrone lo punzecchia, ma non troppo, così l’olandesino cerca gloria personale e la trova con la schiacciata di resta che vale il 3-0.
7 BONUCCI. L’impressione è che, completato lo svezzamento tattico di De Ligt, adesso possa pensare più a se stesso. E si vede: un paio di coperture da asso, la consueta regia bassa.
6, 5 Alex Sandro. Un altro che offre l’impressione di stare bene fisicamente: ha ritrovato le sue sgommate, e costringe Lirola a stare basso.
7 BENTANCUR. Probabilmente il rigore ai suoi danni non c’era, ma la percussione è da piccolo Tardelli. Poi tante belle cose, anche di quelle che si notano di meno.
6 PJANIC. Uno dei piani partita di Iachini era quello di aggredirlo, soprattutto con Chiesa, per impedirgli di tessere la sua tela. Un po’ limitato, ma il tiro sul quale Pezzella provoca il rigore è suo.
6 DOUGLAS COSTA. Sarri lo preferisce a Dybala e lo dirotta a destra: partenza discreta con qualche guizzo, ma non accende mai il turbo.
6 HIGUAIN. La sufficienza la porta a casa soprattutto per la disponibilità al dialogo con i compagni, per il sacrificio su ogni pallone. Ma soltanto una volta arriva alla conclusione, e lì ci pensa Dragowski.
6 DYBALA. Solo 28 minuti per il talentissimo argentino, che cerca ma non trova le sue proverbiali partenze. Batte il corner per il 3-0 di De Ligt.
7 RONALDO. Raggiunge un mito della juventinità come Trezeguet a quota nove partite consecutive in rete, e sono 16 nelle ultime 12 partite: un mostro.
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